News

ARCHIVIO NEWS

Torna all'elenco
10/07/2018 14.07 - Quotidiano Enti Locali e Pa
Il contenimento dei costi diventa un obiettivo obbligatorio per le partecipate

Tra le tante novità di rilievo che attengono ai rapporti con le partecipate, spiccano gli obiettivi annuali e pluriennali sul complesso delle spese di funzionamento, che gli enti locali devono fissare in applicazione dell'articolo 19, comma 5, del Dlgs 19 agosto 2016 n. 175 e che possono riguardare aggregati ulteriori rispetto alle spese di personale. Gli obiettivi di contenimento Il contenitore più idoneo per questi obiettivi è individuabile nel Piano esecutivo di gestione, ma gli obiettivi strategici e operativi da inserire nel prossimo Dup 2019/2021, che debbono necessariamente coinvolgere anche gli appartenenti al Gap (Gruppo amministrazione pubblica), possono in qualche modo già influenzare gli obiettivi esecutivi da assegnare poi alle partecipate. Si ritiene che i costi oggetto di possibile riduzione, oltre a quelli del personale (si veda in proposito il Quotidiano degli enti locali e della Pa del 14 giugno) siano identificabili in quelli ricorrenti, su cui l'azione di contenimento può essere incisiva. Sarebbe impossibile, infatti, poter predeterminare i costi non comprimibili per natura, quali gli ammortamenti, le imposte, le svalutazioni o gli accantonamenti per rischi potenziali o garantire una diminuzione di quelli a carattere straordinario. Questi ultimi, peraltro, non vengono più evidenziati all'interno del nuovo schema di bilancio societario, in quanto il Dlgs 139/2015 ha eliminato tale voce e, quindi, le società dovrebbero comunque rendere possibile la loro individuazione, allo scopo di sottrarli all'attività di riduzione. Potrebbe rilevare, pertanto, ai fini della traduzione in termini quantitativi degli obiettivi di riduzione, l'aggregato “costi operativi”, identificabile nel totale costi della produzione, di cui alla lettera B dell'articolo 2425 del codice civile. Ma quali riferimenti possono essere considerati per fissare gli obiettivi di efficientamento richiesti dalla norma? Un'ipotesi potrebbe essere quella di legarli all'andamento del valore della produzione della società (quota A dell'articolo 2425 del codice civile, conseguibile dalla partecipata, calcolati al netto, ovviamente, dei proventi di entità o rilevazione di natura eccezionale), in modo tale da consentire l'invarianza della loro incidenza, nel caso in cui tale valore dovesse diminuire o aumentare. Altra misura di contenimento dei costi potrebbe essere individuata nel funzionamento degli organi di gestione delle partecipate o nella attribuzione della retribuzione variabile spettante al personale dipendente. Si ritiene consigliabile che anche le controllate assegnino alle società da esse possedute obiettivi conformi e analoghi a quelli che saranno fissati dall'ente locale, con particolare riferimento a quelle inserite nel Gap (ad eccezione delle società regolate da autorità indipendenti, il cui valore della produzione derivi dall'applicazione di tariffe o corrispettivi a copertura dei costi di funzionamento). La rendicontazione degli obiettivi Le azioni intraprese e il raggiungimento degli obiettivi posti in forza dell'articolo 19, comma 5, del Dlgs 175/2016 dovranno essere evidenziati nei provvedimenti di rendicontazione dell'ente locale, individuabili nella Relazione sulla performance o nella Relazione sulla gestione allegata al rendiconto. Altro contenitore utile potrebbe essere quello relativo allo stato di attuazione dei programmi che, a norma del novellato principio contabile applicato all. n. 4/1 al Dlgs 118/2011, si raccomanda venga inserito nel nuovo Documento unico di programmazione, quale fase intermedia di verifica necessaria per la fissazione dei nuovi obiettivi.Al termine dell'esercizio, l'organo di revisione dell'ente locale sarà poi tenuto alla verifica del raggiungimento degli obiettivi di efficientamento, dandone evidenza nella propria relazione. Ancora una volta assistiamo all'approvazione di una regola speciale e derogatoria rispetto a quelle generali applicabili alle aziende, caratterizzate dallo snellimento delle procedure e da logiche aziendali di mercato, che fa da contraltare a conclamate difficoltà applicative da parte delle amministrazioni. Complici sono senza dubbio l'assenza di professionalità interne e una scarsa e motivata capacità di poter penetrare la gestione dei costi di gestione da parte dell'ente locale, per l'oggettiva impossibilità di condividerne le dinamiche aziendali gestionali.