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05/09/2019 14.09 - Quotidiano Enti Locali e Pa
Emergenza a Roma, l'intesa giallorossa favorisce l'accordo Comune-Regione Lazio

L’avvio del governo giallorosso a Palazzo Chigi potrebbe dare il via a una sorta di disarmo tra M5S e Pd nel Lazio e a Roma sul tema caldissimo dei rifiuti. Il comune di Roma, guidato dalla pentastellata Virginia Raggi, e l’Ama (l’azienda di igiene urbana al 100% del Campidoglio) a fine luglio hanno arginato l’emergenza dei cumuli di spazzatura lungo le strade. Da una parte ha pesato l’avvio delle ferie estive che, svuotando la città, ha diminuito la produzione di rifiuti. Dall’altra c’è stata il 5 luglio l’ordinanza della Regione Lazio guidata dal segretario Pd Nicola Zingaretti, che ha imposto fino al 30 settembre agli impianti del territorio laziale di accogliere gli scarti della capitale. La sindaca di Roma, prevedendo l’aumento della produzione di rifiuti a settembre con il ritorno dalle ferie, già da metà agosto è andata chiedendo una proroga dell’ordinanza regionale. La giunta Zingaretti, contraria in un primo momento a far pesare le emergenze di Roma sul resto della regione, è tuttavia pronta ora a firmare la proroga fino al 31 dicembre. Una firma che probabilmente non arriverà subito (si vuole prima valutare la reale consistenza dell’emergenza), ma che la partenza del governo giallorosso rende quasi scontata, almeno entro fine mese. Altro campo dove il disarmo M5S-Pd potrebbe concretizzarsi è il Piano rifiuti della Regione, approvato dalla giunta regionale il 3 agosto scorso, e che attende ora il via libera definitivo del Consiglio regionale entro fine anno. La sindaca Raggi ha criticato il piano perché questo prevede che Roma individui nel suo territorio una discarica di servizio. Tuttavia, su un altro punto, il no a nuovi termovalorizzatori, M5S e giunta regionale del Pd la pensano allo stesso modo. Inoltre in Consiglio regionale il centrosinistra, pur portando alla vittoria Zingaretti nelle elezioni del 2018, ha solo 25 voti contro i 26 dell’opposizione. Finora Zingaretti si è retto sul sostegno di alcuni fuoriusciti dal centrodestra. Ma su alcuni provvedimenti Pd e alleati sono stati costretti a scendere a patti con l’ala dialogante del M5S, guidata dalla capogruppo e ex deputata Roberta Lombardi. Ora è difficile immaginare che l’ala dialogante del M5S si metta a fare le barricate contro Zingaretti, sottoscrittore dell’alleanza giallorossa a Palazzo Chigi.