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05/02/2019 10.00 - Mondo Utilities
AQP: Depurazione delle acque molto bene la Puglia

L' ad di Aqp, De Sanctis: 36 euro di investimento ad abitante Spaziani (Utilitalia): il Mezzogiorno non è una landa desolata
BARI. «Il problema principale del Sud è il fatto che spesso mancano i soggetti attuatori, cioè le imprese, che siano pubbliche o private. Manca il soggetto che deve realizzare queste opere, che sappia progettare, che sappia gestire la presenza sui territori e così via». Lo ha detto il senior advisor di Utilitalia, Adolfo Spaziani, parlando del gap di infrastrutture al Sud nel settore delle pubbliche utilities. Ieri, a Bari, a margine del convegno «Servizi idrici e ambientali nel Mezzogiorno: proposte di sviluppo» (moderato dal direttore della Gazzetta, Giuseppe De Tomaso), Spaziani ha precisato che «il Sud non è una landa desolata. Ci sono delle eccellenze in più parti, ma c' è ancora un frazionamento: pensiamo ad esempio ai Comuni che gestiscono da soli i servizi». «La Puglia - ha rilevato - è tra i soggetti che hanno più realizzato, ma abbiamo un problema di aree diverse, e questo per una presenza della gestione dei servizi, spesso diretta, da parte degli enti locali». «Oggi - ha rilevato - c' è bisogno di una visione di lunga scadenza e di una capacità progettuale e organizzativa diversa: il Sud deve accettare questa sfida». «Il Pil che si produce sul territorio per effetto di investimenti nelle utilities - ha sottolineato - è maggiore di investimenti fatti in altro tipo di settori. L' ele mento principale è un problema di capacità di spesa. Al Sud manca la capacità di realizzazione». Per Spaziani, occorre «cominciare a spendere bene le risorse che sono disponibili, dai fondi comunitari ad altri. In più ci sono gli strumenti tariffari che possono finanziare gli investimenti». Infine, Spaziani ha sottolineato che «lascia un po' per plessi come il Sud non abbia colto appieno lo sviluppo sulle fonti rinnovabili, ad esempio sul fotovoltaico che dal punto di vista dei rendimenti poteva essere maggiore». Ha quindi preso la parola il direttore dello Svimez, Luca Bianchi, ha dichiarato: «Noi abbiamo consapevolezza che manca un progetto complessivo per il Mezzogiorno. Non c' è un' attenzione a riattivare gli investimenti nel Mezzogiorno». Bianchi ha poi sottolineato: «Questa manovra passa come la manovra per il Sud, nel reddito di cittadinanza. Ma il reddito di cittadinanza, che avrà una distribuzione a favore del Sud, ha un moltiplicatore sullo sviluppo che è un terzo di quello che avrebbe un investimento sui settori delle pubbliche utilities». «Cioè - ha rilevato - ogni euro investito nel Mezzogiorno per le utilities attiva circa 1,5 euro, quindi il suo valore si moltiplica. Un euro speso per il reddito di cittadinanza attiva circa 0,5-0,6 euro, cioè molto meno della metà». A margine del convegno è quindi intervenuto il presidente della commissione Mezzogiorno Utilitalia e amministratore delegato di Acquedotto pugliese, Nicola De Sanctis: «I settori di cui parliamo, idrico e ambientale, rappresentano una opportunità vera di crescita per il territorio. Esistono dei gap infrastrutturali e occorre dire che le regioni del Mezzogiorno negli ultimi anni si sono allineate alla crescita del resto d' Italia. Anche se esistono delle differenze rilevanti tra i vari territori del Mezzogiorno. In questo senso la Puglia è partita molto forte e già l' anno scorso l' Acquedotto pu gliese ha chiuso con 36 euro ad abitante di investimento, una cifra molto vicina alle migliori utility del Nord». De Sanctis ha anche rilevato: «Per fare nuovi investimenti c' è bisogno di alcune ricette importanti. Occorrono innanzitutto operatori rilevanti che abbiano le capacità di gestire le complessità del ciclo degli investimenti e l' articolazione del servizio ai cittadini nei suoi molteplici aspetti». «Le aziende, in particolare quelle di dimensioni minori - ha aggiunto devono rafforzarsi. E noi come Utilitalia stiamo lavorando insieme per progetti concreti di sviluppo». Per quanto riguarda la depurazione delle acque, per De Sanctis «la Puglia è andata molto bene, sono stati fatti investimenti enormi e la rete dei depuratori è molto forte: sono state affrontate le criticità e la Puglia oggi è un caso davvero positivo». «Gli investimenti sono e saranno forti ha concluso - e noi completiamo il ciclo e affiniamo l' acqua per il riuso finale. Anche sotto il profilo ambientale, quindi, i progressi che sono stati fatti sono notevoli». È stata quindi la volta del rettore dell' Università di Bari, Antonio Uricchio, che ha affermato: «In Puglia sono stati investiti in servizi di pubblica utilità 44,6 euro per abitante, tre volte di più della Campania ma ancora molto meno rispetto alla media nazionale, per non parlare delle aree del Nord. Credo che questo ritardo negli investimenti infrastrutturali nel settore acqua, energia e nel settore rifiuti, debba essere colmato soprattutto per rendere lo sviluppo più solido nelle aree meridionali». Al convegno hanno partecipato anche il presidente dell' Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro e, per la Regione Puglia, in rappresentaznza del presidente Michele Emiliano, Rocco De Franchi , suo consigliere per la Tutela ambientale, lo sviluppo sostenibile e la decarbonizzazione.