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08/03/2018 16.03 - Quotidiano Enti Locali e Pa
Trasporto rapido di massa nelle città, richieste di contributo entro dicembre

I grandi Comuni possono fare domanda fino al 31 dicembre per accedere ai contributi dello Stato per il trasporto rapido di massa previsti dalla legge di bilancio per il 2018. L’avviso è stato pubblicato on line giovedì scorso dal ministero delle Infrastrutture. I beneficiari Città metropolitane, Capoluoghi di Regione e Comuni con più di 100mila abitanti , dunque, possono già presentare istanza di finanziamento. Invero, possono farlo anche le amministrazioni di minore dimensione anagrafica, ma soltanto se dimostrino che la realizzazione delle ferrovie metropolitane potrebbe risolvere gravi problemi di mobilità pubblica.Le domande vanno inviate alla direzione generale per i Sistemi di trasporto a impianti fissi e il trasporto pubblico locale e alla Struttura tecnica di missione esclusivamente via pec, assieme alla documentazione richiesta nello specifico sottoprogramma nel quale è compreso l’intervento richiesto. Gli interventi ammissibili e la documentazione Rinnovo e miglioramento del parco veicolare, potenziamento e valorizzazione delle linee metropolitane, tranviarie e filoviarie esistenti sono gli intervnti ammissibili al finanziamento.Tra i documenti da allegare alle istanze, in particolare, segnaliamo una relazione che dimostri il rapporto di coerenza con gli obiettivi del documento «Connettere l’Italia: fabbisogni e progetti di infrastrutture» e la convenienza a realizzare l’intervento, documentazione che provi l’esigenza di rinnovo dei rotabili, anche in relazione all’incremento della domanda di trasporto compatibilmente con le capacità dell’infrastruttura, un eventuale cofinanziamento a fondo perduto o con finanza di progetto e un cronoprogramma.Infine, il ministero pone l’accento sul fatto che dal piano economico finanziario deve obbligatoriamente risultare «che i costi di gestione del servizio e dell’infrastruttura siano coperti per almeno il 35% dai proventi derivanti dai rientri tariffari e che la residua quota sia coperta dalla Regione e/o dall’ente beneficiario del contributo prioritariamente mediante il riordino dei servizi conseguente all'attivazione della nuova infrastruttura». La valutazione delle richieste Le istanze dei Comuni saranno valutate con questi criteri:- coerenza dell’intervento con gli strumenti di pianificazione; - soddisfazione della domanda di mobilità e benefici in materia di riequilibrio tra trasporto pubblico e privato;- effetti dell’intervento in materia di risparmio energetico, impatto ambientale, riduzione incidentalità;- redditività economico-sociale;- fattibilità tecnico-economica dell’intervento;- sostenibilità finanziaria gestionale e amministrativa, connessa allo stato di avanzamento del progetto e dell'iter procedurale di approvazione;- attivabilità del progetto in tempi certi, connessa al grado di maturità e condivisione dell’oggetto;- eventuale disponibilità di cofinanziamenti a fondo perduto o con finanza di progetto. Criteri che a una lettura veloce nessuno potrebbe giudicare errati, ma ad altra più approfondita forse incompleti. La fattibilità finanziaria della linea C della metropolitana di Roma, per esempio, esiste o esisteva al momento della «decisione irrevocabile» di costruirla? Lasciare apertamente il campo a politche infrastrutturali keynesiane è forse un crimine?