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11/07/2019 13.24 - quotidiano energia
Morosità idrica, “situazione paradossale per i gestori”

I gestori idrici si trovano “spesso in una situazione paradossale: se da una parte il distacco della fornitura a un condominio parzialmente moroso viene sanzionata dall’Antitrust come pratica commerciale scorretta, dall’altra il mancato intervento si scarica inevitabilmente in tariffa su tutti gli utenti come maggiori costi della morosità, fino al cap riconosciuto dalla regolazione, e come crediti inesigibili per la parte eccedente”.
Questa la problematica al centro della nuova analisi del Laboratorio Spl di Ref Ricerche (n. 125, collana Ambiente), che richiama la consultazione Arera sullo svolgimento, da parte dei gestori idrici, delle attività di lettura e di quelle connesse alla fatturazione per le singole unità immobiliari presenti nei condomini.

L’impossibilità di un distacco tecnico selettivo, dunque, “si traduce in una perequazione forzata tra i condòmini”, sottolinea Ref, in uno scenario in cui “l’unico punto fermo è che il condominio è considerato a tutti gli effetti un’unica utenza ai fini della misura rilevata al contatore stradale (punto di consegna) e relativa fatturazione dei consumi”.

Nello studio sono due le possibili strade risolutive approfondite. “L’indagine Arera sembrerebbe essere prodromica all'avvio di una fase sperimentale di misurazione puntuale dei consumi per singola unità immobiliare, anche attraverso l’installazione degli smart meter. Una scelta incisiva – secondo i tecnici del laboratorio Spl - che non può prescindere da una corretta analisi di fattibilità tecnico-normativa per il gestore e di costi-benefici per l’utenza finale”. Al di là delle ricadute in termini gestionali e tariffari, comunque, bisogna “fare i conti inevitabilmente con la normativa Antitrust”.

L’alternativa nel breve termine, conclude lo studio, “è quella di promuovere un sano mercato delle società terze di ripartizione, anche attraverso la definizione di costi standard di riferimento e di promozione di un albo che richieda specifici criteri di iscrizione a tutela del libero mercato e degli utilizzatori finali. Una strada già percorsa nel settore del teleriscaldamento”.