News

ARCHIVIO NEWS

Torna all'elenco
06/02/2020 13.37 - quotidiano energia
Addizionali accise elettricità, Cna Modena pronta alla class action

Sta ufficialmente per partire la battaglia legale per i rimborsi dell’addizionale provinciale sull’accisa dell’energia elettrica per gli anni 2010 e 2011.

Dopo l’incontro tra Confindustria e Mef per un possibile intervento legislativo, risultato infruttuoso, i consumatori cominciano a muoversi. Il primo annuncio ufficiale è di Cna Modena.

“Siamo già disponibili per sostenere le imprese in questo iter - sottolinea il presidente Claudio Medici - prima valutando l’effettiva convenienza della domanda, poi istruendo le istanze per il rimborso. Ma stiamo facendo di più: per ovviare ad eventuali e probabili dinieghi da parte dei fornitori, è in corso di valutazione la possibilità di dar corso ad un’eventuale class action per tutelare le imprese di Cna Modena”.

Come noto, per questo tipo di procedura da aprile l’ambito di applicazione sarà esteso dal Codice del consumo al codice di procedura civile, in base alla legge n. 31 del 12 aprile 2019.

“Occorre però fare presto – rimarca Medici - la richiesta di restituzione, infatti ha un termine di prescrizione decennale. In altre parole, si è già perso il diritto al rimborso relativo alle accise pagate a gennaio 2010. Occorre presentare la domanda quanto prima per interrompere la prescrizione”.

Cna ha tentato di calcolare, per sommi capi, a quanto potrebbero ammontare le restituzioni dell’accisa. Si va dai 4.000 euro per un’impresa che spenda circa 2.000 euro al mese di energia elettrica, ai 600 euro complessivi di chi ha una bolletta di 500 euro al mese. In ogni caso, sul territorio provinciale si parla di “numerosi milioni di euro”.

“Non a tutti consigliamo la strada del ricorso: in alcuni casi il gioco non vale la candela, ma siamo comunque a disposizione delle imprese presso le nostre sedi per valutare ogni situazione aziendale”, conclude Medici.

Energy Advisors ha stimato che se a proporre azioni civilistiche fossero solamente i 200.000 clienti con consumi più elevati (sui 7 milioni di utenti potenziali coinvolti), i rimborsi non sarebbero lontani dai due miliardi di euro.

Il tutto origina come ormai noto dalla recente sentenza della Cassazione che ha dichiarato l’inapplicabilità dell’addizionale provinciale sull’accisa dell’energia elettrica gravante sui consumi del 2010 e del 2011 (cioè, prima dell’abrogazione di quest’ultima per incompatibilità con la normativa comunitaria).

Non avendo potere di legge, la sentenza non determina di per sé la restituzione dell’accisa già versata, ma potrebbe costituire un precedente in sede di giudizio. I consumatori dovranno rivolgersi ai venditori, che a loro volta dovrebbero poi rivalersi sull’Amministrazione finanziaria.