News

ARCHIVIO NEWS

Torna all'elenco
09/05/2019 20.05 - Quotidiano Enti Locali e Pa
Sorgenia contesa dai tedeschi di Rwe e Eph-A2A

I tedeschi di Rwe, i cechi di Eph in possibile cordata con A2A, alcuni fondi esteri e vari soggetti industriali italiani e stranieri. Si alza il velo sui soggetti pronti a giocare un ruolo nel riassetto di Sorgenia che, quattro anni dopo il passaggio sotto il cappello delle principali banche italiane (Mps, Intesa Sanpaolo, Banco Bpm, Unicredit e Ubi Banca), potrebbe vedere un nuovo cambiamento nelle geometrie dell’azionariato. L’advisor Lazard aveva fissato per lunedì scorso il termine per la presentazione delle manifestazioni d’interesse e ora, sulla scorta delle proposte ricevute, gli istituti decideranno se proseguire con l’attuale assetto o considerare l’ingresso di nuovi soggetti nel capitale senza necessariamente perderne il controllo. Una scelta, come riportato da Radiocor, che sarà influenzata da varie valutazioni, tra cui quella sulle prospettive di crescita della società (dopo la svolta già impressa dall'attuale management, che ha ridotto il debito da 1,7 miliardi a 630 milioni circa e realizzato un utile di 44 milioni nel 2017); senza dimenticare un ragionamento più prettamente economico, visto che le banche avevano rilevato l’equity di Sorgenia per 400 milioni. Nell’elenco dei pretendenti per il gruppo energetico guidato da Gianfilippo Mancini c’è il nome di A2A. Il Ceo Valerio Camerano, nelle scorse settimane, non aveva fatto mistero di guardare al dossier: la vera novità, emersa nelle ultime ore, è che la multiutility potrebbe muoversi in tandem con i cechi di Eph, creatura di quel Daniel Kretinsky che negli anni scorsi ha rilevato le attività di E.On in Italia e più di recente ha comprato il 49% di Le Monde. L’ipotesi è che Eph (assistita da Rothschild) rilevi le quattro centrali a ciclo combinato di Sorgenia e A2A i 300mila clienti di Sorgenia e forse solo l’impianto di Lodi. Una proposta importante sarebbe arrivata anche dal colosso tedesco Rwe (advisor Citi) mentre non è chiaro se anche la francese Engie potrebbe giocare un ruolo nella partita. Indiscrezioni parlano anche di grossi fondi internazionali in movimento come Blackstone o Cvc; circola, infine, il nome di F2i, che non avrebbe presentato alcuna manifestazione di interesse ma sarebbe attenta al dossier. Difficile prevedere l’esito finale della partita, che potrebbe concludersi anche con un nulla di fatto. Da una parte il momento appare propizio per il riassetto - sui clienti di Ascopiave circolano valutazioni monstre e il 20% di Ovo Energy, gioiellino inglese paragonabile a Sorgenia, è passato a Mitsubishi per oltre 230 milioni di euro – ma permangono ancora incertezze sul capacity market, il meccanismo di remunerazione pubblica delle centrali a gas (tra cui quelle della stessa Sorgenia) per la capacità messa a disposizione del sistema.