News

ARCHIVIO NEWS

Torna all'elenco
27/04/2020 00.00 - Quotidiano Energia
Siccità e alluvioni, le Regioni corrono ai ripari
La Sicilia razionalizza i consumi d’acqua e destina 4,2 mln € alla diga di Pietrarossa. Il Fvg convoca un tavolo sulle risorse idriche. Toscana e Calabria sostegno l’agricoltura contro i cambiamenti climatici. I nuovi dati dell’Osservatorio Anbi
Per far fronte ai problemi di siccità la Sicilia, che sconta un deficit di 107 milioni di metri cubi di riserve d’acqua rispetto al 2019, ha deciso di varare una “Pianificazione dell’economia idrica” recante “misure di regolazione delle risorse per gli usi irrigui e potabili”.
Nel dettaglio, l’Autorità di bacino ha approvato un atto del 10 aprile (pubblicato dalla Regione Sicilia il 21 aprile) in cui si prevede “una riduzione in prima istanza delle risorse destinate agli usi irrigui nel caso di fonti di approvvigionamento a uso concorrente potabile e idroelettrico”, l’avvio di campagne di intervento sulle perdite idriche nelle reti di gestori e consorzi, l’uso di risorse alternative e strategiche rispetto a quelle comunemente impiegate per gli approvvigionamenti, oltre ad attività di comunicazione, sensibilizzazione, monitoraggio e vigilanza.
Il dipartimento Acqua e rifiuti della Regione Siciliana ha inoltre aggiudicato in via provvisoria al raggruppamento di imprese Hmr un appalto da 4,2 milioni di euro per progettazione e direzione lavori relativi al completamento della diga di Pietrarossa, tra le province di Enna e Catania. L’opera, una volta ultimata, incrementerà di circa 35 mln/mc i volumi accumulabili negli invasi siciliani, garantendo acqua a 17.000 ettari di terreni, più del doppio rispetto a quelli attualmente raggiunti. Nella primavera del 2021 partirà la gara per i lavori.
In Friuli Venezia Giulia, invece, gli assessori ad Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile, Fabio Scoccimarro, e alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, hanno convocato ieri un tavolo sulla “prolungata assenza di precipitazioni che sta comportando gravi conseguenze sul comparto agricolo”, si legge in una nota. Erano presenti rappresentanti dei consorzi di bonifica,  dei gestori di impianti idroelettrici (A2A, Edison e Cellina Energy), di Arpa Fvg e dell'Autorità di distretto delle Alpi orientali.
“La situazione risulta critica poiché, dopo le buone precipitazioni di novembre e dicembre, dal 22 dicembre ci sono stati 70 giorni di siccità, interrotti i primi di marzo da cinque giorni di precipitazioni, seguiti da ulteriori 50 giorni secchi”, si legge in una nota della Regione. “Se le falde sono abbastanza in linea con la media del periodo, ci si attende un abbassamento dei livelli delle stesse in estate, soprattutto se proseguirà l'attuale assenza di pioggia. Per quanto riguarda gli invasi, quello del Lumiei sul Tagliamento ha un livello di riempimento del 44%, quelli del Meduna (Ca' Selva, Ca' Zul e Ponte Racli) sono al 5%. I problemi maggiori si registrano sul Cellina, dove gli invasi di Barcis e Ravedis sono al 28%. La portata del Tagliamento è molto al di sotto della media per il periodo e attualmente si attesta a 30 mc al secondo”.
I dati “ mostrano l'urgenza di ripensare i modelli di gestione", commentano i due assessori. "La situazione è insostenibile e, per quanto attiene al bacino dell'Isonzo, richiede un maggior coinvolgimento strategico delle autorità slovene". Per oggi (24 aprile), intanto, è stato convocato un'ulteriore tavolo, questa volta con le organizzazioni sindacali.
La Regione Toscana, infine, ha approvato la graduatoria relativa a un bando da 9 mln € del Programma di sviluppo rurale che sostiene interventi nelle aree agricole di difesa idraulica, acquisto di attrezzature per la raccolta delle acque meteoriche e contenimento della siccità. Un provvedimento simile è stato adottato anche dalla Regione Calabria, che ha destinato 6 mln di € alle imprese agricole gravate dagli effetti congiunturali del Coronavirus, liquidando alcune domande di aiuto relative, tra i vari temi, a “Pagamenti agro-climatico- ambientali”.
L’Osservatorio Anbi sullo stato delle risorse idriche, intanto, ha diffuso un nuovo aggiornamento, sottolineando come sia crescente “la preoccupazione per la portata del fiume Po, dimezzata rispetto alla media storica e inferiore del 20% sull’anno scorso, secondo un andamento indicativamente costante dal Piemonte al delta; gli fanno da corollario i corsi d’acqua dell’Emilia-Romagna, tutti abbondantemente sotto i livelli 2019 e della media stagionale (a eccezione del Panaro)”.
Quadro “preoccupante” anche in Veneto, vicino ai livelli record di siccità del 2017 e con il Brenta “largamente sotto la media stagionale”. Oggi l’Osservatorio permanente per le emergenze idriche, istituito presso l’Autorità di bacino delle Alpi orientali, “potrebbe riconoscere e attivare lo scenario di severità idrica bassa”, scrive Anbi.
Di segno opposto le portate dei fiumi piemontesi (Dora Baltea, Tanaro, Stura di Lanzo), ora “in leggera ripresa” grazie al progressivo sciogliersi delle nevi alpine. “Dello stesso fenomeno stanno beneficiando i grandi laghi alpini, i cui livelli sono in crescita, e il lago d’Iseo, che dopo mesi di sofferenza è tornato in media stagionale con un riempimento pari al 51,4%. Restano sotto media il lago Maggiore (riempimento 54,1%) e il lago di Como (30,6%). Sopra la media stagionale, seppur in rapida flessione, il lago di Garda (85%)”.
Buona la situazione delle riserve idriche tra Toscana, Abruzzo, Marche e Umbria, salvo qualche eccezione. “La confortante stagione idrica nell’Italia centrale è confermata anche dal livello idrometrico del lago di Bracciano nel Lazio, cresciuto di 32 centimetri rispetto allo scorso anno, e dalle quantità d’acqua trattenute nei bacini della Sardegna: circa 788 mln/mc, 17 in più del 2019”, secondo l’Osservatorio Anbi.
Infine, “seppur in leggera ripresa nelle disponibilità idriche, appare irrimediabilmente pregiudicata la stagione irrigua 2020 in Puglia (-113 mln/mc d’acqua circa), Basilicata (-121 mln/mc) e Sicilia (-107 mln/mc); resta problematica la situazione calabrese, dove le piogge invernali hanno registrato un calo del 40% ed è esemplare la condizione del bacino di Sant’Anna, sul fiume Tacina, alla quota minima degli anni più recenti: 7,59 mln/mc”.