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12/07/2018 20.07 - Quotidiano Enti Locali e Pa
Antitrust, anti-concorrenziale l'affidamento diretto del servizio ferroviario locale

L'affidamento diretto del servizio pubblico ferroviario regionale e locale a favore di Trenitalia per la durata di 15 anni (2018-2032) porta la Regione Liguria sul banco degli imputati, per via di un ricorso dell'Antitrust che ha impugnato gli atti del procedimento. Il contesto normativo Il parere AS1519 offre un resoconto dettagliato dei fatti, illustrando le argomentazioni che inducono l'autorità a censurare l'operato della Regione, nonostante il regolamento Ce 1370/2007 all'articolo 5, paragrafo 6, preveda che «a meno che non sia vietato dalla legislazione nazionale, le autorità competenti hanno facoltà di aggiudicare direttamente i contratti di servizio pubblico di trasporto per ferrovia».Vale la pena ricordare che nel nostro ordinamento l'obbligo di mettere a gara i servizi pubblici locali ha fatto capolino con l'articolo 23-bis del Dl 112/2008 convertito dalla legge 6 agosto 2008 n. 133, poi abrogato dal referendum popolare del 12 giugno 2011 che ha posto fine alla svolta della programmata riforma legislativa. Infatti, anche l'articolo 4 del Dl 138/2011 approvato subito dopo dal governo nella speranza di ridare impulso alla liberalizzazione dei servizi pubblici locali è stato poi abrogato dalla Consulta (sentenza n. 199/2012), in base al divieto imposto dall'articolo 75 della Costituzione di eludere il responso della volontà popolare. L'iter di affidamento In questo contesto, la Regione Liguria con la delibera di giunta n. 11/2018 ha voluto avvalersi della facoltà prevista dal regolamento Ce per affidare in via diretta a Trenitalia il servizio di trasporto ferroviario sul territorio. La Regione ha quindi perfezionato gli accordi sulla base di una proposta tecnica articolata, con una serie di impegni, in termini di investimenti in nuovo materiale rotabile e miglioramento della qualità del servizio, strutturati su un orizzonte di durata pluriennale.Si consideri che la delibera regionale fa perno su un'accurata disamina dell'offerta, dato che il contratto di servizio e il relativo piano economico finanziario vengono vagliati da un gruppo di lavoro e da un consulente esperto in materia che concludono la loro indagine accertando l'adeguatezza della proposta sotto il profilo economico e gestionale.L'esito dell'istruttoria fa emergere che i contenuti dell'offerta di Trenitalia sono «adeguati a soddisfare, sotto il profilo economico e gestionale, gli standard di qualità di svolgimento del servizio (…) attraverso prestazioni e modalità di gestione idonee, anche in termini comparativi, ad assicurare il raggiungimento del complessivo miglioramento delle modalità di esercizio del trasporto pubblico ferroviario di interesse regionale e locale». Il parere dell'Antitrust Perché queste avvertenze non sono state ritenute sufficienti dall'Antitrust per giustificare l'affidamento diretto del servizio? La risposta è legata al fatto che all'indomani della pubblicazione dell'avviso di pre-informazione un altro operatore aveva manifestato il proprio interesse alla gestione del contratto. L'azienda concorrente aveva inoltrato varie richieste di accesso alle informazioni tecniche, gestionali ed economiche del servizio ottenendo il diniego opposto dalla Regione che innescava uno strascico giudiziario. La presenza di potenziali aspiranti al contratto di servizio fa scattare l'intervento dell'Antitrust, che evidenzia la violazione degli obblighi di trasparenza e di parità di trattamento previsti dal citato regolamento Ce n. 1370/2007.Nel parere si legge, in particolare, che un'interpretazione sostanziale della norma comunitaria «individua in capo agli enti affidanti un obbligo di operare un confronto competitivo tra le offerte giunte da altri operatori interessati e quella del soggetto al quale si intende affidare il servizio per via diretta».Coerentemente con questo assunto quindi, la stazione appaltante non può limitarsi a mettere a disposizione degli operatori economici gli elementi contenuti nell'avviso di pre-informazione. La Regione avrebbe dovuto attivarsi per rendere disponibili e accessibili - in ottemperanza all'obbligo di trasparenza - i dati e le informazioni relative alla configurazione del servizio, quanto meno in termini di livelli e dinamica della domanda, nonché di beni strumentali per l'effettuazione del servizio, utilizzando come riferimento il prospetto contenuto nella delibera n. 49/2015 dell'autorità di regolazione dei trasporti.Se l'ente affidante non ha una condotta “collaborativa”, il potenziale operatore non viene messo nella condizione di poter formulare un'offerta alternativa a quella di Trenitalia, con una conseguente violazione delle regole a presidio della libera concorrenza. Il parere dell'ente appaltante Di tutt'altro avviso è la Regione Liguria, che ritiene invece di aver ottemperato a tutti gli obblighi di trasparenza, informativi e motivazionali richiesti dalla normativa, e sostiene di aver operato correttamente a fronte delle richieste di accesso formulate dai terzi nel corso della procedura. Di qui la nascita di un contenzioso che avrà sicuramente ricadute sulla gestione del servizio, a ulteriore riprova del quadro di criticità in cui spesso si trova il trasporto pubblico locale nel nostro paese.