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31/05/2019 00.00 - Mondo Utilities
Il saluto di Giuseppe Cerri a EmiliAmbiente

 

Il Presidente uscente traccia un bilancio del triennio alla guida del CdA dell’azienda per il Servizio Idrico del parmense. “Non sono stati anni facili, ma abbiamo difeso un modello che è una risorsa preziosa per i cittadini. EmiliAmbiente deve continuare a essere qualcosa di più di un fornitore dell’acqua”

Con l’assemblea dei soci di EmiliAmbiente dello scorso 15 maggio è scaduto ufficialmente il mandato del Consiglio di Amministrazione che ha guidato l’azienda dal giugno del 2016: chiediamo a Giuseppe Cerri – membro del consiglio insieme a Gian Lorenzo Bernini e Katia Copelli – un bilancio sull’ultimo triennio.

 

“Non sono certo stati anni facili. In particolare credo che il 2017, con le vicende legate all’appalto per la manutenzione dell’acquedotto, le loro ripercussioni sull’organizzazione e sugli obiettivi aziendali – senza contare i segni profondi che hanno lasciato su tutti coloro che ne sono stati coinvolti, anche dal punto di vista umano - sia stato l’anno più difficile in assoluto nella storia di questa società. Posso però dire, con un certo orgoglio, che siamo andati avanti: grazie soprattutto al grande impegno e alla disponibilità dimostrata da tutto il personale, nonché dal Consiglio che ho rappresentato, la regolare attività dell’azienda è sempre stata garantita. E con alti livelli di efficienza, come dimostrano i numeri”.

 

Qual è risultato di cui va più orgoglioso?

“Credo sia la difesa e la conferma del modello che avevamo in mente quando nel 2008 abbiamo dato vita a EmiliAmbiente; io ho partecipato a quel percorso come primo cittadino del Comune di Fidenza. Allora avevamo scelto di mantenere la gestione dell’acqua nelle mani del territorio stesso: i Comuni soci erano - e sono - gli unici soggetti a cui la SpA deve rispondere. Di più: abbiamo voluto una società fatta di persone e “vicina” alle persone, con uno sportello in ogni comune e un rapporto molto diretto con tutti i suoi interlocutori. Ecco, a distanza di 11 anni – senza dubbio grazie alle amministrazioni che si sono susseguite nel tempo - posso dire che le cose stanno ancora così”.

 

Uno sguardo sul futuro: quali sfide attendono EmiliAmbiente?

“Sono diverse e consistenti: cito ad esempio l’attuazione del piano investimenti che la vedrà impegnata nei prossimi anni, davvero oneroso, e il rispetto degli standard di qualità introdotti dall’Autorità, che sono sempre più stringenti. Il tutto in un panorama normativo che è in costante evoluzione. Non bisogna spaventarsi, però, perché in questi anni questa società ha dimostrato grande solidità e capacità di adattamento: ha tutte le carte in regola per affrontarle”.

 

A proposito di evoluzione dell’assetto normativo del settore: nel 2025 scade il contratto di affidamento del servizio da parte di Atersir.

“Mi auguro che le Amministrazioni che guidano la società, cioè i Sindaci e i Consigli comunali, si pongano l’obiettivo politico di tutelare al massimo e mantenere attiva questa realtà. Proprio per le caratteristiche che dicevo prima – rilevanza della sua attività, vicinanza al territorio, efficienza - è una risorsa preziosa per i loro cittadini!”.

 

Se dovesse fare un augurio ai lavoratori dell’azienda e ai loro futuri amministratori, quale sarebbe?

“Continuare a fare bene; anzi fare ancora meglio di come è andata fino ad oggi.  Restando vicini alle persone e mantenendo questa capacità di essere… qualcosa di più di un fornitore dell’acqua. Una comunità nella comunità”.

 

Ilaria Gandolfi

EmiliAmbiente SpA

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