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08/06/2018 12.06 - Quotidiano Enti Locali e Pa
Guzzetti e Mattarella blindano la missione strategica della Cdp

Giuseppe Guzzetti, presidente dell’Acri, segna la linea del Piave per la futura mission della Cassa depositi e prestiti. Una linea che si ferma sul limte della «tutela del risparmio degli italiani» (circa 250 miliardi di raccolta postale) e con la quale ogni investimento o progetto della Cdp «deve essere coerente» altrimenti le fondazioni «si opporranno con tutte le loro capacità». Una linea condivisa dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ospite d’eccezione al XXIV congresso dell’Acri che ha preso il via ieri a Parma. «Le vostre funzioni, dalla filantropia, all’housing sociale alla partecipazione nel capitale di Cdp – ha detto Mattarella – sono il contributo che date alla stabilità finanziaria, prezioso per risparmiatori e per il paese, anche in qualità di investitori lungo termine, che costituisce un’ancora sulla quale l’Italia può contare per il futuro». Mattarella ha avuto modo di sottolineare come l’esperienza delle fondazioni origini «dalla tutela dei piccoli risparmiatori e del finanziamento alle imprese, dal collegamento stretto della tutela depositi e finanziamento dei territori». E ancora: «le fondazioni hanno avuto funzioni preziose di integrazione e supplenza delle missioni pubbliche, accompagnando trasformazioni strategiche importanti banche italiane». L’occasione per marcare i confini di una eventuale modifica del ruolo di Cdp – banca pubblica o banca degli investimenti che sia, come emerge dal contratto del governo gialloverde («una banca pubblica c’è già, Mcc-Bdm, e la passano da una società all’altra», ha detto sferzante Guzzetti) – è appunto il congresso che cade a dieci giorni dal termine per la presentazione delle liste per il rinnovo del cda della Cdp (16 giugno). Guzzetti ieri ha avuto modo di precisare ai giornalisti che nessuna proposta di cambiamento è stata avanzata alle fondazioni, azioniste con il 16% della Cassa.«Noi siamo collaborativi, lo abbiamo dimostrato in questi anni accompagnando la trasformazione di Cdp – ha chiosato Guzzetti -. Ma certe iniziative senza il voto delle fondazioni per norma statutaria non saranno consentite. Devo però esprimere sincero ringraziamento a Costamagna e Gallia (il presidente e l’ad uscenti, ndr), per i quali il rispetto del limite è stata una stella polare. Ricordo, una a caso, la vicenda Alitalia». Più volte i governi precedenti hanno cercato di coinvolgere la Cassa nel salvataggio del vettore. E forse qualche tentazione ce l’ha anche il nuovo governo. Il presidente Acri ha al contempo aperto a una collaborazione con il nuovo esecutivo. «Abbiamo apprezzato il lavoro del precedente governo, che ha introdotto una prima misura di contrasto alla povertà con il reddito di inclusione – ha detto -. Siamo certi che il nuovo governo vorrà rafforzare le misure volte a ridurre le distanze economiche tra cittadini. Le fondazioni assicurano sin da ora la massima collaborazione». Tutela del risparmio, della redditività della Cdp e dunque del reinvestimento dei rendimenti da parte delle fondazioni nel sociale e nelle capitale delle banche. È questo il circolo virtuoso che il presidente della Repubblica ha voluto tutelare. Prima di parlare di nomine, ha ricordato Guzzetti, fissiamo il recinto della mission. Sul fronte delle nomine infatti la partita è ancora aperta: la prossima settimana si riuniranno le fondazioni per decidere e non è detto che la candidatura di Massimo Tononi sia quella più forte. Forse è un caso, ma il presidente dell’Acri ieri ha tenuto a ringraziare Mario Nuzzo, vicepresidente di Cdp, per aver aiutato Costamagna e Gallia quando sono arrivati a orientarsi nel mondo Cdp. Al mondo delle fondazioni potrebbe non dispiacere un ticket di candidature interne, tra presidente e ad, anche se la partita su quest’ultimo è anch’essa aperta (i contatti ieri tra M5S e Lega sono stati ancora interlocutori). Il vantaggio per l’esecutivo sarebbe la garanzia di una più rapida realizzazione dei risultati, perché il management conosce l'azienda. Guzzetti si è soffermato sulla gestione di banche da parte delle fondazioni parlando di «incidenti di percorso riconducibili alla difficoltà di interpretare il cambiamento» criticando «il comportamento al limite della legalità di alcuni manager». I casi evocati: Mps, Carige, Cassa di risparmio di Rimini e San Miniato.