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30/09/2019 00.00 - Mondo Utilities
Padania Acque S.p.A.: “Che acqua beviamo? Il viaggio sotterraneo dell’acqua di Lombardia dai ghiacciai alla pianura”

Il convegno promosso da Padania Acque in collaborazionecon Water Alliance e Politecnico di Milano - Polo territoriale di Cremona

 

Cremona, 28 settembre 2019

Un incontro con l’acqua del rubinetto. Meet me tonight, slogan della “Notte europea dei ricercatori” celebrata anche a Cremona il 27 settembre, è un faccia a faccia con l’acqua di Lombardia, presentata nel corso del convegno scientifico promosso da Padania Acque, in collaborazione con Water Alliance (la rete delle 8 aziende pubbliche lombarde che gestiscono il servizio idrico) e il Politecnico di Milano – Polo territoriale di Cremona.

 

Il convegno “Che acqua beviamo? Il viaggio sotterraneo dell’acqua di Lombardia dai ghiacciai alla pianura”, tenutosi nella splendida cornice della Sala dei Quadri del Palazzo comunale di Cremona nella mattinata di ieri e moderato dal giornalista scientifico Federico Pedrocchi, si è aperto con i saluti degli esponenti delle Istituzioni locali e regionali. A fare gli onori di casa il sindaco di Cremona Gianluca Galimberti, seguito dal vicepresidente della Provincia di Cremona, Rosolino Azzali, dal Direttore della Unità Operativa Complessa di Igiene e Sanità Pubblica di ATS della Val Padana, Anna Barchiesi, da Alessandro Russo, Presidente del Gruppo CAP Milano e portavoce di Water Alliance, da Gianni Ferretti, Prorettore del Polo territoriale di Cremona del Politecnico di Milano e, infine, da Claudio Bodini, Presidente di Padania Acque.

 

Che acqua beviamo? È la domanda a cui hanno dato risposta i tre qualificati relatori Maurizio Gorla, responsabile del settore Geologia del Gruppo CAP, Daniele Bocchiola, docente del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale del Politecnico di Milano, e Flavia Cornacchia, dirigente medico responsabile della struttura semplice di Dietetica e Nutrizione Clinica dell’ospedale di Cremona.

 

Il geologo Maurizio Gorla, a partire dallo studio screening isotopico dei sistemi acquiferi lombardi effettuato da Water Alliance, ha dimostrato che l’acqua che scorre nelle reti degli acquedotti - la stessa che sgorga dalle fontanelle pubbliche e che beviamo dai rubinetti delle nostre case - è un’acqua antica che ha origine dalle piogge cadute tra 50 e 60 anni fa, dal nord della Lombardia, a una altitudine compresa tra i 500 e i 1300 metri s.l.m. Un’acqua che ha compiuto un lungo percorso sotterraneo viaggiando alla velocità di 1 km all’anno ovvero compiendo 2,5 metri al giorno; un’acqua protetta e priva di contaminazione antropica e batteriologica. Dalla ricerca, effettuata prelevando dai pozzi e dalle sorgenti 50 campioni di cui sei in ognuna delle province di Bergamo, Cremona, Lecco, Lodi, Milano, Monza e Brianza e Pavia e Sondrio, è risultato che le acque sotterranee delle otto sopraelencate province lombarde sono parenti cioè molto simili nella composizione minerale. Attualmente è in corso una ulteriore attività di monitoraggio che circa 120 campionamenti da realizzare a una profondità compresa tra i 100 e i 200 metri.

 

L’ingegnere Daniele Bocchiola ha invece posto l’accento sugli effetti che i cambiamenti climatici determinano sul ciclo dell’acqua. Una sfida epocale per l’urgente necessità di ridurre le emissioni di combustibili fossili, responsabili dell’aumento di anidride carbonica e dell’innalzamento delle temperature globali con le seguenti conseguenze: la diminuzione delle precipitazioni e l’aumento di fenomeni piovosi brevi ma particolarmente intensi; la fusione dei ghiacciai, fondamentale e insostituibile riserva di acqua; la maggiore necessità di acqua per uso agricolo. Entro la fine di questo secolo, ha sottolineato Bocchiola, si prevede un innalzamento del livello dei mari fino a un metro e mezzo, che produrrà la sommersione di intere isole e di molte coste.

 

Il medico Flavia Cornacchia si è concentrato sulle caratteristiche dell’acqua del rubinetto, batteriologicamente pura, oligominerale, cioè con una quantità apprezzabile di minerali, e contenente il giusto apporto di calcio e magnesio, elementi nutritivi essenziali per l’uomo. La dottoressa ha poi sfatato alcuni luoghi comuni che, complice la pubblicità, condizionano spesso le scelte e le abitudini delle persone. In particolare, il contenuto di sodio e di calcio presente nell’acqua del rubinetto non compromette lo stato di salute. Il calcio presente nell’acqua di rete non favorisce la formazione di calcoli, così come spesso si sente dire, pertanto non è consigliabile “trattare” l’acqua utilizzando gli addolcitori.

 

Il convegno, iniziato con le premiazioni dei progetti di alternanza scuola lavoro condotti durante lo scorso anno scolastico dalle classi 5^ D LSA (Liceo Scienze Applicate) “G. Aselli” di Cremona, 5^ A (Costruzioni Ambiente e Territorio) e 5^ A SIA (Sistemi Informativi Aziendali) dell’Istituto cittadino “A. Ghisleri” insieme a Padania Acque, è terminato con l’intervento del Presidente Claudio Bodini.

Il Presidente Claudio Bodini ha posto l’attenzione sul driver principale che condiziona le preferenze di consumo di acqua: la suggestione. La decisione di bere acqua minerale in bottiglia non dipende da oggettive valutazioni in termini di qualità. Non è una scelta ragionata, ma una idea diventata abitudine, un retaggio pubblicitario secondo cui sarebbe buona soltanto l’acqua “brandizzata” e commercializzata invece dell’acqua di casa. L’acqua del rubinetto della provincia di Cremona però costa circa mille volte in meno di quella che si compra al supermercato; inoltre è sempre fresca perché corrente, è certificata da un punto di vista alimentare, è sicura e controllata in quanto analizzata quasi quotidianamente e, non da ultimo, è ecologica.