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29/10/2019 18.10 - Quotidiano Enti Locali e Pa
Wi-Fi negli uffici e Pos gratuito, Poste rilancia sui mini Comuni

«Oggi abbiamo stabilito un record, riunendo 4mila sindaci in una sala», nell’edificio della Nuvola all’Eur. Matteo Del Fante, ad di Poste Italiane, ha celebrato ieri il secondo anno della manifestazione dedicata agli impegni assunti dal gruppo per i Comuni sotto 5 mila abitanti (a partire dalla scongiurata chiusura di 1.400 uffici) portando più in alto l’asticella delle iniziative a favore degli enti locali. E lo ha fatto davanti a una fitta rappresentanza del governo (sette tra ministri e premier), tra i quali il ministro per l’Economia, Roberto Gualtieri, e il premier, Giuseppe Conte. Prima fra tutte c’è un’iniziativa che si sposa con le misure adottate dal governo nel decreto fiscale per disincentivare l’uso del contante. L’ad di Poste ha annunciato che offrirà due Pos in comodato d’uso gratuito a ogni Comune, oltre ad applicare zero commissioni per le carte del gruppo Poste da questi accettate. E ancora: proseguirà il sostegno con l’istallazione dei Postamat, soprattutto dove non c’è un ufficio postale:?614 in tutto nell’ultimo anno. «Altri cento ne verranno istallati - ha aggiunto - senza alcun tipo di considerazione di carattere economico, ma solo per fornire un servizio». E ancora: corsi di educazione finanziaria (coinvolgendo 7530 scuole entro il 2020), 5.700 uffici dotati di wi-fi (che saranno integrati con il servizio WI Fi Italia lanciato dal Mise), i servizi di tesoreria forniti assieme a Cdp, gli interventi già eseguiti per superare le barriere architettoniche, la riduzione delle emissioni con il 50% della flotta elettrica per i postini che sarà utilizzata nei Comuni, il lancio di nuove cassette postali smart (interattive), l’istallazione di locker nelle realtà senza ufficio postale. L’evento è stato occasione per il governo per annunciare nuove iniziative, da attuare con la manovra, a favore degli enti locali. Rispondendo alla proposta del presidente di Anci, Antonio Decaro, di introdurre un’indennità minima di 1.500 euro per i sindaci, Gualtieri ha spiegato che con i tagli ai costi della politica ai quali si sta lavorando saranno recuperate risorse che «mi auguro possano essere destinate a questa indennità», ha chiosato. Un auspicio rilanciato anche da Conte, il quale ha annunciato che «nella prossima manovra economica arriveranno le risorse necessarie ad integrare il fondo Imu-Tasi, che interesserà una platea di 1.400 enti locali». Il quesito spontaneo nel vedere tanta lodevole mobilitazione a favore dei piccoli comuni (inclusa la trasferta di 4 mila sindaci a Roma, la logistica per il trasporto e il soggiorno) è chi paga il conto e come questo possa essere sostenibile. «Lo facciamo a prescindere dal conto economico perché pensiamo abbia un valore - ha detto Del Fante -. Sono investimenti che dal punto di vista economico non stanno in piedi, perché è evidente che quando vai a mettere un Atm Postamat in un Comune con meno di cinquemila abitanti non sta in piedi, ma un’azienda come Poste deve comunque fare sistema. Se poi l’azienda riesce a compensare nel mercato questi investimenti, vuol dire che è stata brava». Il manager ha però anche affermato che: «Poi, siamo in fase di rinegoziazione del contratto e credo che il Governo su questi temi ci darà una sponda». Qui qualche obiezione, però, è inevitabile. Poste Italiane opera in un mercato ormai completamente aperto alla concorrenza, per cui se offre servizi alla Pa, statale o locale, dovrebbe partecipare a gare. Se lo fa a sue spese dovrà rispondere ai suoi investitori. Perplessità solleva invece il fatto di portarsi avanti con gli interventi per poi farsi rimborsare con il contratto di programma. Stesso discorso vale per i costi zero su Pos e commissioni: improbabile che possano avere compensazioni, anche per evidenti questioni concorrenziali. Qualche cosa, però, il gruppo dei recapiti lo avrebbe ottenuto nel contratto, ora in fase di approvazione, stando a quanto dichiarato ieri dal ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, secondo il quale nel nuovo contratto di servizio di Poste entra anche l’e-commerce per la consegna dei pacchi nei piccoli Comuni. Anche questo servizio, che è prettamente commerciale (e non configurabile come servizio universale), è in concorrenza. Ma per questo motivo non dovrebbe rientrare tra le iniziative finanziate con i fondi per il servizio universale.