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24/04/2020 00.00 - Quotidiano Energia
Acque reflue e Covid-19, i gestori idrici collaborano alla ricerca
Uno studio Iss ha rinvenuto Rna virale a Roma e Milano: “Nessun rischio per la salute”. L’analisi sarà estesa in altre regioni anche con il supporto di Hera. Indagine Cnr, MM e Brianzacque sui depuratori di Monza e del capoluogo lombardo
La ricerca scientifica sulla relazione tra Covid-19 e acque reflue è in corso anche in Italia e i gestori idrici stanno collaborando con le istituzioni per approfondire questo aspetto (QE 7/4). L’Iss, ad esempio, pubblicherà a breve i risultati di uno studio fatto sugli scarichi di Roma e Milano ed estenderà presto l’analisi ad altre regioni, tra cui l’Emilia-Romagna con l’aiuto di Hera.
In Lombardia, inoltre, MM e Brianzaque hanno condotto test agli ingressi dei depuratori di Milano e Monza insieme a Cnr-Irsa di Brugherio e al laboratorio di microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze dell'Asst Fatebenefratelli Sacco. Anche in questo caso è stato rinvenuto materiale genico riconducibile al Sars-CoV-2.
“Abbiamo selezionato e analizzato otto campioni di acque di scarico raccolti dal 3 al 28 febbraio a Milano e dal 31 marzo al 2 aprile a Roma”, spiega Giuseppina La Rosa del reparto di qualità dell’acqua e salute Iss. “In due campioni raccolti nella rete fognaria della zona occidentale e centro-orientale di Milano è stata confermata la presenza di Rna del nuovo Coronavirus. Nel caso di Roma, lo stesso risultato positivo è stato riscontrato in tutti i campioni prelevati nell’area orientale della città. Stiamo ora estendendo la ricerca ad altri campioni di acque di scarico provenienti da una rete di raccolta in diverse regioni, costruita negli anni nell’ambito di un progetto finanziato dal Centro nazionale di prevenzione e controllo delle malattie del ministero della Salute”.
Il ritrovamento di tracce del virus, sottolinea Luca Lucentini, direttore del reparto di qualità dell’acqua e salute dell’Iss, “non ha nessun rischio. Il risultato rafforza le prospettive di usare il controllo delle acque in fognatura dei centri urbani come strumento non invasivo per rilevare precocemente la presenza di infezioni nella popolazione. Nella fase 2 la sorveglianza potrà essere utilizzata per monitorare in modo indiretto la circolazione del virus ed evidenziare precocemente una sua eventuale ricomparsa, consentendo quindi di riconoscere e circoscrivere più rapidamente eventuali nuovi focolai epidemici. Una strategia che viene già usata per altri virus, come quello della polio. Aver trovato Rna virale, che quindi non necessariamente rappresenta un virus infettivo, nelle acque di scarico è un risultato che non sorprende e non implica alcun rischio per la salute umana. Come evidenziato in un recente documento pubblicato dall’Istituto, il ciclo idrico integrato è certamente sicuro e controllato rispetto alla diffusione del Covid-19 come anche di altri patogeni”.
Infine, secondo il presidente dell’Iss, Silvio Brusaferro, questo progetto “potrebbe essere d’aiuto nel controllo della pandemia. I nostri risultati si associano a quelli di altri gruppi di ricerca che in Olanda, Massachusetts, Australia e Francia hanno ad oggi rinvenuto tracce del virus negli scarichi”.
Per quanto riguarda Hera, l’utility preleverà settimanalmente campioni di reflui nei punti terminali delle reti fognarie di Modena, Bologna e Rimini, che saranno analizzati nel laboratorio Heratech. "Ci siamo mossi con anticipo per procurarci le attrezzature e i reagenti necessari a effettuare le analisi senza sottrarre risorse al sistema sanitario", assicura Roberto Barilli, direttore generale Operations della multiutility. "Ora siamo pronti ad affiancare l'Iss in questo sforzo che potrà dare un grosso contributo alla comprensione dei trend di diffusione del virus”.
Le analisi preliminari condotte dal Cnr in Lombardia, infine, “hanno mostrato presenza di materiale genico (Rna), incapace tuttavia di riprodursi autonomamente”. Inoltre, “i risultati confermano l'assenza di questo materiale genico negli effluenti dei depuratori indagati, a indicare che il Coronavirus non si può disperdere nell'ambiente acquatico”. Ulteriori “indagini preliminari, tuttora in corso, stanno indicando come la vitalità del virus sia del tutto trascurabile già all'ingresso nei depuratori", commentano Fabrizio Stefani (Cnr-Irsa), Sara Giordana Rimoldi e Maria Rita Gismondo (Presidio ospedaliero Sacco). In futuro, conclude Franco Salerno del Cnr-Irsa, “vorremmo estendere il campionamento in punti strategici e nodali della rete fognaria urbana".