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18/07/2019 13.18 - quotidiano energia
Fine tutela, la Lega “interroga” Di Maio

La Lega formalizza in un’interrogazione parlamentare la richiesta di aggiornamento sull’iter per la fine delle tutele di prezzo nel mercato retail prevista per il 1° luglio 2020. A soffermarsi sull’attesa di due atti fondamentali per il passaggio, l’elenco venditori e il decreto Mise per la transizione dal tutelato al libero, era stato martedì il senatore e responsabile Energia del Carroccio, Paolo Arrigoni, intervenendo a un convegno I-Com/Paa a Palazzo Madama.
Ora lo stesso Arrigoni, assieme al vicepresidente della commissione Industria ed esponente leghista, Paolo Ripamonti, ha presentato un’interrogazione al ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, per chiedere “quali sono le tempistiche di emanazione del decreto ministeriale che definisce le misure di accompagnamento degli utenti finali tutelati di luce e gas, circa 19 milioni, prevalentemente domestici, verso il mercato libero”. Con l’interrogazione, depositata ieri al Senato e disponibile in allegato, si chiede inoltre al responsabile Mise “se condivide la necessità di istituire un elenco dei venditori del comparto energia con criteri stringenti e requisiti tecnico-finanziari per l'iscrizione, al fine di qualificare gli stessi venditori, e per prevenire e contrastare condotte opportunistiche e scorrette”. E infine “se intenda convocare con urgenza e in che tempi” il tavolo di confronto, “finora mai convocato”, tra i rappresentanti del Mise, Arera e Agcm e i rappresentanti del Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti “allo scopo di individuare le migliori soluzioni per superare posizioni di conservazione che non permettono di liberare il mercato”. Tavolo, ricordano Arrigoni-Ripamonti frutto di un odg della Lega accolto al Milleproroghe 2018 che aveva spostato in avanti di un anno il fine tutela.

La Lega, aveva detto martedì Arrigoni al convegno a Palazzo Madama, non ha “ancora una posizione sul 1° luglio 2020”, attende “cosa succederà nei prossimi mesi per decidere se andare avanti senza ulteriori proroghe”. Oggi annuncia la presentazione dell’interrogazione per “accompagnare al meglio” sul mercato libero i 19 milioni di utenti ancora in tutela, “molti dei quali inattivi e riluttanti a cambiare” e per “prevenire il rischio di nuove proroghe che introdurrebbero ulteriori elementi di incertezza”.