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03/07/2019 12.49 - quotidiano energia
Rifiuti, “per la tariffa puntuale servono regole chiare”

“La tariffa puntuale: un’opportunità da gestire” è il titolo del nuovo studio pubblicato dal Laboratorio Spl di Ref Ricerche (n. 122, collana Ambiente), che approfondisce limiti e potenzialità di questo strumento “che necessità di regole chiare per funzionare al meglio”.
La spinta arriva dall’Europa visto che la direttiva 851/2018, parte del Pacchetto sull’economia circolare, prevede l’applicazione della tariffa puntuale, al pari dell’art. 1, comma 668, della legge di Stabilità 2014. Ad oggi, però, “la disciplina resta incompleta e lascia ampi margini di arbitrarietà e incertezza”, sottolinea Ref.

Il problema è che “si continuano a mutuare coefficienti presuntivi obsoleti, non in grado di riflettere la reale produzione di rifiuto, la qualità delle frazioni conferite e la potenziale valorizzazione delle stesse sul mercato”. Inoltre, si legge nell’analisi, “rimane senza soluzione l’annosa questione dell’equa distribuzione dei costi tra quota fissa e quota variabile, risolvibile solo con l’adozione di una contabilità per centro di costo e linee guida di contabilità analitica”.

Pur essendoci delle esperienze pioniere in Italia sulla tariffa puntuale, si riscontrano comunque “elementi presuntivi incorniciati in una moltitudine di regolamenti di applicazione, con il risultato di reiterare quelle difformità di trattamento a cui la stessa tariffa puntuale doveva fornire una risposta”. Non solo, “il DM 20 aprile 2017, che ha disciplinato il tema della misura prevedendo criteri minimi, ha confermato la possibilità di far ricorso a logiche semplificative e presuntive per le altre frazioni, laddove la loro misurazione si rivelasse impossibile o non sostenibile. Nella prassi che è venuta affermandosi”, dunque, “rimane un ampio ricorso a logiche presuntive che ripropongono e non risolvono molte delle critiche già sollevate in merito al tributo”.

Il percorso di uscita da questa situazione verso una corretta applicazione della tariffa puntuale è diviso su due fronti. Da un lato le Regioni, che “potrebbero giocare un ruolo guida” nell’adozione di questo strumento, dall’altro la regolazione di Arera, che ha definito “obiettivi ambiziosi” con tempistiche “sfidanti”.