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04/04/2019 13.04 - Quotidiano Enti Locali e Pa
A2A alza i target per il 2023

A2A chiude il 2018 con un utile netto record a 344 milioni (+17%) e un dividendo in aumento del 21% a 0,07 euro per azione (in anticipo di un anno sugli obiettivi fissati in precedenza) e lancia al tempo stesso l’aggiornamento del piano industriale al 2023. Quest’ultimo vede una revisione al rialzo del target finale sul Mol (a 1,5 miliardi) e degli investimenti (4 miliardi complessivi), a fronte di una diminuzione del rischio complessivo di impresa con la quota di asset regolati e quasi che crescerà oltre il 73%. «Nel 2018 A2A ha realizzato l’utile più alto della propria storia nonostante svalutazioni da impairment per 160 milioni e lo stesso vale per gli investimenti, che sono cresciuti dell'11% a 500 milioni», ha sottolineato il Ceo Valerio Camerano, che ha rimarcato anche il mol a livelli elevati, 1,23 miliardi (+3%), a fronte di un rapporto con il debito ridotto a 2,4 volte. «Abbiamo messo a punto un piano molto solido e vediamo il 2019 come un anno di transizione perché incorpora un primo trimestre fiacco sulla generazione a causa delle alte temperature e il blocco della discarica Lgh di Grottaglie; inoltre abbiamo deciso di concentrare quest'anno tutte le manutenzioni ai cicli combinati», ha spiegato il manager. Per questo, agli analisti è stata fornita una guidance prudente per il 2019 con un mol tra 1,155 e 1,185 miliardi e un utile netto tra 300 e 330 milioni: ciò, secondo alcuni operatori, ha causato il ribasso del titolo che ha ripiegato dai massimi cedendo il 2,6% a 1,6 euro. Per quanto riguarda il nuovo piano della società presieduta da Giovanni Valotti, al 2023 sono previsti anche utili netti per 0,46 miliardi, una posizione finanziaria netta di 3,3 miliardi e un rapporto debiti netti/mol di 2,2 volte. Salgono anche i dividendi attesi a 7,75 centesimi e 8 centesimi per azione rispettivamente per 2019 e 2020 mentre per gli anni successivi si stima una crescita annua almeno pari al 5%. Via libera anche a investimenti da 4 miliardi di euro (+22%, con 680 milioni in digitalizzazione e innovazione tecnologica) e a una focalizzazione ancora più green dell'azienda. A2A, in particolare, si propone di arrivare a 150 MW di nuova generazione rinnovabile (fino a 280 MW complessivi tra asset di proprietà e gestiti) per una capacità totale installata rinnovabile pari a 2,2 GW compreso l'idroelettrico. Sul fronte della generazione, il gruppo valuterà anche opportunità di impianti di picco a gas, tra cui Camerano ha citato Sorgenia: il budget complessivo per l'M&A e sviluppo rinnovabili è pari a 295 milioni. Sul mercato si punta a raggiungere 2,7 milioni di clienti elettricità e gas mentre sull'ambiente l'obiettivo sono 9 nuovi impianti di trattamento per rafforzare la leadership nei rifiuti solidi urbani; sulle reti A2A vuole installare 1,4 milioni di contatori intelligenti. Previsti inoltre 200-300 milioni di margini lordi addizionali (non computati a piano) che potrebbero arrivare da ulteriori iniziative, tra cui M&A territoriale.