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11/04/2019 12.00 - quotidiano energia
Arera, ecco il quadro strategico 2019-2021

Sviluppare le infrastrutture e la qualità del servizio nell’idrico e nei rifiuti, cercando di parificare il livello su scala nazionale. Garantire il rafforzamento delle tutele “non di prezzo” ai consumatori una volta liberalizzato completamente il mercato retail dell’energia. Adottare una regolazione che tenga conto dell’interdipendenza tra i settori, in particolare tra elettricità e gas.

Queste le priorità di intervento dell’Arera nel prossimo triennio, sottolineate dal Collegio in occasione di un incontro con la stampa specializzata per illustrare il Quadro strategico 2019/2021. Ovviamente solo alcuni dei tanti punti trattati nel corposo documento, che seppure in termini generali si sofferma sulle linee d’azione nei singoli comparti.

Il primo focus è proprio sull’area ambiente, con obiettivi per molti versi coincidenti tra idrico e rifiuti, cronologicamente gli ultimi due settori attribuiti alla competenza dell’Autorità (ricordando però le ben note incertezze legate al futuro dell’acqua “pubblica”).

Il primo punto è il miglioramento dell’efficienza e della qualità del servizio. Nell’idrico si tratta di valutare “le più opportune modalità di integrazione degli standard di qualità contrattuale introdotti nel 2015”. Anche con “meccanismi semplificati di penalizzazione in caso di mancata ottemperanza”. Prevista poi la possibile introduzione di “ulteriori misure tese a rafforzare il percorso di omogeneizzazione e razionalizzazione delle strutture dei corrispettivi, già oggetto di una prima riforma entrata in vigore nel 2018, anche con riferimento alla tariffa dei reflui industriali recapitati in pubblica fognatura”.

Nei rifiuti la regolazione va costruita praticamente da zero, con “regole tariffarie chiare e trasparenti per la copertura dei costi efficienti”. Previsto in particolare “un meccanismo tariffario che sia in grado di favorire la capacità del sistema locale di gestire integralmente i rifiuti” in “un’ottica di sviluppo dell’economia circolare”.

Poi c’è il tema morosità. Nell’idrico l’Arera “intende disegnare un quadro trasparente e uniforme sull’intero territorio nazionale” svolgendo contestualmente “le necessarie attività di controllo affinché sia assicurata l’effettiva erogazione del bonus sociale”.

Nei rifiuti il Regolatore “ritiene necessario, da un lato, favorire una efficace gestione dei crediti da parte degli operatori”, tenendo conto “dell’impossibilità da parte del gestore di interrompere il servizio al singolo utente con la conseguente necessità di individuare strumenti alternativi”. Dall’altra, l’Autorità intende “promuovere una modifica legislativa atta ad assicurare le opportune misure di agevolazione per le famiglie in condizione di disagio economico e sociale”.

Poi c’è il nodo dello “sviluppo efficiente delle infrastrutture”. Nell’acqua la problematica principale è quella finanziaria: l’Arera vuole mettere in campo “nuove opzioni finanziarie” e attuare quanto previsto dal Piano nazionale di interventi nel settore idrico, utilizzando inoltre la componente tariffaria a copertura del Fondo di garanzia opere idriche.

Nei rifiuti il nodo principale è invece l’accettabilità sociale, e a questo scopo il Regolatore ha in mente di introdurre appositi “meccanismi”. L’obiettivo è “favorire lo sviluppo delle capacità di trattamento e smaltimento, nonché individuare meccanismi e strumenti volti a trasmettere segnali sia economici che non economici, orientati a favorire un riequilibrio dei flussi fisici di rifiuti”.

Nel capitolo infrastrutture una parte è riservata anche al teleriscaldamento, il cui sviluppo “va valutato congiuntamente” con quello delle reti di distribuzione gas nell’ambito delle gare Atem.

Il quadro strategico si sofferma infine sui temi di governance nell’ambiente, con l’obiettivo di “favorire un riordino organico della legislazione” e “rafforzare i processi di aggregazione degli operatori”.

Passando all’area energia, il primo obiettivo è la creazione di “mercati efficienti e integrati a livello europeo”. Nell’elettrico “l’Autorità dovrà armonizzare il disegno del mercato italiano compatibile con quello europeo, pur preservando la gestione centralizzata e co-ottimizzata del sistema da parte di Terna”. Tra i principali interventi: la riforma del dispacciamento, degli sbilanciamenti, il completamento del capacity market e il “rafforzamento degli strumenti di monitoraggio del funzionamento dei mercati” per “individuare e contrastare pratiche abusive” quali la “manipolazione” e “l’abuso di potere in tutte le sue forme”.

Nel gas, i target prioritari sono l’allineamento dei prezzi italiani a quelli Ue, l’efficientamento delle infrastrutture e il superamento dei contratti long-term. Ciò anche tramite la “revisione delle logiche di attribuzione dei costi di trasporto gas e dei relativi oneri” alle centrali, al fine di “evitare sussidi e inefficienze”.

Un tema a cui non viene dedicato uno specifico capitolo ma che riecheggia un po’ in tutto il documento è quello della convergenza tra settori, in particolare tra elettricità e gas. Questione che peraltro amplifica le possibili sovrapposizioni tra scelte regolatorie e politiche (soprattutto quelle volte a incentivare l’elettrificazione dei consumi).

Infine c’è il focus sul retail e in particolare sul superamento della tutela. l’Autorità “intende garantire che la transizione verso il mercato libero avvenga con piena consapevolezza dei clienti finali e senza distorsioni alla contendibilità”. Il tutto promuovendo “eventuali nuove forme di tutela non di prezzo” con “uno specifico monitoraggio per evidenziare per tempo eventuali aumenti dei prezzi non correlati ai fondamentali del mercato e comportamenti scorretti degli operatori”.

Inoltre, la regolazione terrà conto delle evoluzioni legate ai prosumer e ai servizi ancillari al sistema, favorendo l’aggregazione della domanda.

L’Arera affronta poi il delicato tema dei default dei venditori e dell’esazione degli oneri di sistema. Da una parte verranno introdotti “strumenti per misurare la solidità finanziaria degli operatori” nonché “la capacità di tali soggetti di gestire i processi e i servizi caratteristici dell’attività”. Dall’altra saranno studiati “sistemi di garanzie minimali” e “meccanismi di recupero degli insoluti dei venditori” basati “sull’incentivazione di tutti i soggetti della filiera elettrica alla gestione efficiente del credito, pur mantenendo le attuali modalità di riscossione e lasciando immutato il ruolo dei venditori e dei distributori”.