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17/05/2018 15.00 - quotidiano energia
Smart meter gas, Uni prepara nuove norme

Con l’avvicinarsi della fine del 2018 sta arrivando a conclusione la prima fase del roll-out degli smart meter gas, che per le classi minori o uguali a G6 prevede un target del 50% dei contatori in servizio. Il Comitato italiano gas (Cig), con l’elaborazione della serie Uni/TS 11291-11 “Sistemi di misurazione del gas - Dispositivi di misurazione del gas su base oraria” (contatori in modalità di comunicazione punto-multipunto), ha definito i dettagli tecnici dei requisiti di intercambiabilità, nonché lo schema per la valutazione di conformità dei prodotti.

Una nota di Uni sottolinea che sono stati avviati anche i lavori per la serie Uni/TS 11291-12 (intercambiabilità degli smart meter gas che comunicano in modalità punto-punto), sviluppata in modo “aperto” per consentire un parco normativo aggiornato e al passo con lo sviluppo tecnologico.

Tali norme, che si stanno avviando alla fase di inchiesta pubblica Uni, avranno un sensibile impatto in tema di intercambiabilità, in particolare dal punto di vista del “Sistema di accesso centrale” (Sac): da un lato si avrà una semplificazione in quanto con un unico driver si potrà comunicare con smart meter prodotti da fornitori diversi, dall’altro il nuovo driver non si presterà a comunicare con gli smart meter esistenti, per i quali sui vari Sac sono stati implementati protocolli dedicati.

Vi sarà una fase di transizione dagli attuali modelli a quelli costruiti secondo la nuova serie Uni/TS 11291-12, che dovrà essere coordinata con il coinvolgimento di tutti gli operatori della filiera (fabbricanti di smart meter, distributori, realizzatori e progettisti di Sac).

Di questo e molto altro si parlerà nel corso della VI sessione del Forum Uni-Cig, in programma a Milano il prossimo 14 giugno.

Nel documento sono presenti alcuni indicatori elaborati dal tavolo di lavoro a partire da una “prima mappatura” di quelli già disponibili a livello internazionale considerando sia gli aspetti tecnici che quelli economici. Si tratta di un elenco preliminare e non esaustivo che potrà essere implementato con “potenziali nuovi indicatori non ancora esistenti ma di cui si è in possesso dei dati di base per la loro costruzione” e da altri di cui non si hanno ancora gli elementi necessari per un’eventuale rilevazione.

Il documento è disponibile sul sito di QE.