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23/03/2020 00.00 - Quotidiano Energia
Idrico, la fotografia dell’Istat

Famiglie italiane soddisfatte del servizio, soprattutto al Nord. Per la prima volta in vent’anni si riducono i prelievi. Perdite di rete “ancora rilevanti” 

 

I primi risultati del Censimento delle acque per uso civile (relativo al 2018) sono una delle fonti statistiche con cui l’Istat ha pubblicato un focus tematico sull’idrico.

 

L’iniziativa è stata lanciata in occasione della Giornata mondiale dell’acqua. Tra i messaggi principali l’Istituto segnala che l’86,6% delle famiglie residenti in Italia è molto o abbastanza soddisfatto del servizio idrico. Inoltre, il 29% non si fida a bere acqua di rubinetto (era il 40,1% nel 2002), mentre sono “molto o abbastanza soddisfatte” del servizio idrico 8,6 famiglie su dieci, con le percentuali più alte che si registrano al Nord.

 

“Nel 2018, per la prima volta negli ultimi vent’anni, si riducono i prelievi per uso potabile (-2,7% rispetto al 2015)”, scrive l’Istat: si calcolano 419 litri per abitante al giorno (9,2 miliardi di metri cubi). “A variare notevolmente è stata la composizione del volume prelevato per tipologia di fonte: vi sono meno prelievi da sorgente e invaso a favore delle captazioni da pozzo”.

 

Nelle reti di distribuzione dell’acqua potabile dei 109 Comuni capoluogo di provincia sono stati immessi in rete, nel 2018, 2,5 mld/mc di acqua (378 litri per abitante al giorno) e, calcola l’Istituto, ne sono stati erogati per usi autorizzati agli utenti finali 1,6 mld/mc (237 litri per abitante al giorno, sia fatturati sia forniti a uso gratuito). Dunque, il 37,3% dell’acqua immessa in rete è andato disperso (era il 39% nel 2016).

 

Guardando alla classifica dei Comuni, “le condizioni di massima criticità” sono state registrate a Chieti (74,7%), Frosinone (73,8%), Latina (69,7%) e Rieti (67,8%). Le percentuali migliori a Biella (9,7%), Pavia (13,5%), Mantova (14,2%), Milano (14,3%), Monza (14,5%), Pordenone (14,5%) e Macerata (14,8%). “Sulla contrazione delle perdite di rete ha inciso, in alcuni casi, un maggiore investimento nella riduzione (come avvenuto a Roma) e una più intensa diffusione delle campagne di ricerca (Biella)”.

 

Le perdite totali di rete, prosegue l’Istat, “si compongono di una parte fisiologica, una dovuta a vetustà degli impianti o a rotture e una amministrativa, legata a errori di misura dei contatori e ad allacci abusivi”.

 

In 12 capoluoghi di provincia (soprattutto del Mezzogiorno), infine, sono state adottate misure per razionare la distribuzione di acqua per uso civile. Cresce la spesa mensile familiare per acquisto di acqua minerale: nel 2018 +9,4% sul 2015.