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17/06/2020 00.00 - Utilitalia
CONSULTAZIONE PUBBLICA SULLA CONFERMA DEL TERMINE DELL’OBBLIGO DI SERVIZIO GSM NELLE BANDE 900 E 1800 MHZ DI CUI ALLA DELIBERA N. 296/17/CONS

Con riferimento alla tematica di confermare, o eventualmente modificare, il termine dell’obbligo minimo di assicurare la continuità del servizio GSM e la relativa qualità nelle bande 900 e 1800 MHz, attualmente fissato al 30 giugno 2022, Utilitalia continua a esprimere la forte preoccupazione dei propri Associati per le particolari problematiche che gli stessi stanno affrontando nel phasing out del servizio GSM per i sistemi di comunicazione M2M (e non) utilizzati.

Nel condividere il principio dell’“inevitabile percorso di transizione verso tecnologie che utilizzano lo spettro in maniera più efficiente”, è fondamentale, a nostro avviso, valutare il peso che questo rappresenta nell’industria di riferimento da intendere non solo come disponibilità di produttori nel mercato delle apparecchiature, quanto, piuttosto, nella doppia veste di utenti/fornitori di servizio pubblico, come soggetti regolati.

Per il comparto delle Imprese che erogano servizi nel Sistema Idrico integrato[1], come per quelle che erogano servizi della distribuzione di energia (energia elettrica, gas e calore), la transizione verso diverse tecnologie trasmissive migliorative, risponde non già alla reale necessità di tali performance ma al politiche commerciali di phase-out dei servizi 2G da parte dei fornitori di servizi con pesantissimi effetti per la sostituzione degli attuali strumenti in campo.

Il comparto dell’industria dei servizi a rete delle Utility utilizza sistemi di comunicazione 2G nell’espletamento di molte attività. Dal punto di vista del numero di SIM in campo, incide soprattutto la lettura da remoto dei consumi dai contatori sia del comparto gas che, in parte, elettrico, soggetti ad uno specifico obbligo di installazione e di servizio da parte dell’Autorità di Regolazione dell’Energia, Reti e Ambiente. L’attività di telelettura dei consumi, oltre per la numerosità delle apparecchiature, comporta rilevanti profili di responsabilità per il Gestore in materia di disponibilità e affidamento del dato stante l’utilizzo commerciale e fiscale di questo da parte di soggetti terzi. Più in generale le SIM 2G sono presenti in ogni tipo di attività che comporta una remotizzazione di un monitoraggio e/o comando di un’apparecchiatura. In questo senso si precisa che alcune di queste apparecchiature sono funzionali a monitorare lo stato elettrico delle infrastrutture interrate (es. Protezione Catodica) le cui prestazioni incidono anche pesantemente sui livelli di sicurezza del servizio gas.

Con riferimento al settore gas, infatti, il phase-out dei servizi 2G investe particolare criticità in relazione al rapporto esistente tra i volumi teleletti e il fatto che ai tempi degli obblighi di adeguamento alla telelettura la quasi totalità dei calibri superiori al G6[2] era disponibile sul mercato dell’approvvigionamento solo con tale tipo di tecnologia trasmissiva.

Come si evince dalla tabella (tratta dal Documento di Consultazione Arera n.487/19) la tecnologia trasmissiva che utilizza i servizi 2G, avendo saturato il 100% del misurato nei contatori non domestici, impatta sul 98% dei 23 miliardi di Smc[3] teleletti per circa 15 miliardi di Smc.

Volumi fondamentali dal punto vista quantitativo ma, soprattutto, qualitativo (unici giornalieri non stimati) per i processi del settlement[4]. Si precisa inoltre che per i calibri superiori a G6 ancora oggi manca un’alternativa alla tecnologia 2G in quanto i dispositivi NB-IoT non risultano ancora disponibili sul mercato in modo massivo e, pur essendo finita la campagna di installazione in ossequio agli obblighi ARERA, i Gestori si trovano nella necessità di effettuare cambi o nuove pose con conseguente dismissioni anticipate rispetto alla vita utile regolatoria e perdite nel piano di ammortamento tariffario.

A questo va aggiunta la sensibilità al dato di misura dei clienti finali domestici che, ancorché caratterizzati da volumi unitariamente minori, sono numericamente molto rappresentativi. Al 30/04/2018 risultavano installati ben 4,5 milioni i contatori domestici (G4-G6) teleletti con tecnologia trasmissiva 2G.

Tornando ai risvolti del phasing out del servizio GPRS si osserva che, nonostante lo sforzo di coordinamento profuso delle due Autorità di riferimento (ARERA e AGCOM), la complessità degli sviluppi sottesi alla mancata separazione tra infrastrutture di rete di trasmissione e i relativi fornitori di servizi offerti, non ha purtroppo prodotto una soluzione sostenibile sia tecnicamente sia dal punto di tariffario, generando un contesto in cui le imprese che erogano i servizi pubblici sopra citati, rimangono uniche depositarie del rischio (tecnico/economico) derivante dalla’ installazione in campo apparecchiature che potranno avere un degrado della copertura trasmissiva prima di aver completato al vita utile come prevista dal piano di ammortamento tariffario delineato da ARERA.

La figura che segue evidenzia invece come sarà il mercato dei servizi di telecomunicazione a essere sempre meno interessato a supportare un parco apparati basato sulla tecnologia 2G e come la performance di tale tecnologia non sarà, verosimilmente, una priorità per le TELCO.

 

 

L’intersettorialità del comparto delle Imprese rappresentate da Utilitalia ci porta quindi a sostenere con forza una attenta valutazione della complessità che, stante l’attuale quadro normativo/regolatorio, comporterà per milioni di dispositivi che lavorano ancora in 2G la migrazione verso diversi sistemi di trasmissione entro giugno 2022.

Dispositivi, è bene ricordare, rispetto ai quali resta la problematica della pervasività territoriale della copertura che il 2G ha garantito per molti anni e che non viene equamente fornita dalle nuove tecnologie 3G e 4G, soprattutto nelle aree rurali a meno che, fortuna vuole, che l’operatore nelle aree oggetto dell’intervento mantenga la copertura 2G.

D’altro canto, qualora, la migrazione di tecnologia da 2G a NB-IoT fosse stata di derivazione naturale e non imposta da logiche esterne, le Utility, gestori dei contatori teleletti, avrebbero preso in considerazione la sostituzione delle apparecchiature nel momento in cui i razionali economici avrebbero reso praticabile l’operazione e quindi avrebbero programmato l’attività al termine della vita utile degli apparati, in molti casi legata alla validità metrologica del dispositivo stesso.

Razionali economici che non hanno, purtroppo, trovato riscontro nella possibile riduzione dei costi di esercizio derivante dalla possibilità di uscire dall’attuale situazione di lock in che gli attuali contratti di trasmissione del dato determinano. Il combinato disposto della copertura di rete in determinate aree del Paese da parte di più TELCO in assenza di disponibilità per il segmento M2M dei servizi di roaming fra gli operatori nazionali è una criticità che, allo stato attuale delle cose, non risulterebbe risolta nemmeno dal passaggio alla tecnologia NB-IoT.

Esigenze rispetto alle quali si ribadisce auspicabile che eventuali nuove tecnologie di trasmissione siano abbinabili alla disponibilità di eSim[5] supportate dai relativi servizi SPP (service provider portability) tali da consentire il cambio Operatore senza dover materialmente inserire o sostituire una SIM di tipo tradizionale.

Su l’argomento dei benefici derivanti dalla concorrenza sui servizi che sarebbe possibile attuare grazie alla SPP, stante gli sviluppi tariffari sulla misura gas per la copertura dei costi di telelettura dei prossimi anni, si attendono forti livelli di efficienza da tradurre in minori costi per il cliente finale nei servizi regolati da ARERA (a valere anche sulle valutazioni dei costi benefici del reale beneficio lato cliente finale del passaggio alla telelettura).

In alternativa, e cioè nel caso che l’azione combinata delle due Autorità non riuscisse ad innescare processi concorrenziali a favore dell’utenza M2M sottesa ai servizi pubblici essenziali, ribadiamo l’ipotesi di superamento della logica di libero mercato delle TELCO mediante l’istituzione di un servizio regolato di connettività ad uso dei servizi di pubblica utilità (TPL, SII, rifiuti ecc.) che garantisca la copertura del servizio a livello nazionale con costi fissi e passanti per il gestore di questi servizi. Un possibile scenario potrebbe essere quello di stabilire condizioni di roaming degli apparati secondo un prezziario standardizzato tra le due Autorità di regolazione (passante per gestori dei servizi di pubblica utilità, che avrebbero solo il mero ruolo di riscossori) in ragione del pubblico servizio effettuato mediante tali connessioni, e ciò a tutto beneficio del cliente finale.

Lo scenario illustrato è rappresentativo dell’impatto che il la transizione in atto nel comparto dei servizi di connettività determina per i servizi pubblici a rete. Scenario che nel contesto operativo dello specifico segmento della telelettura e telegestione dei servizi che hanno fatto affidamento alla tecnologia 2G ci porta a chiedere una profonda e oggettiva riflessione sulle ipotesi in consultazione.



[1] L’insieme dei servizi idrici legati alla captazione dell'acqua potabile, il suo trasporto e la sua distribuzione, dopo aver effettuato una attenta raccolta e depurazione delle acque reflue.

[2] I contatori gas sono normalizzati per classi dette Calibri (G) funzionali alla portata in cui il valore numerico riportato dopo la lettera G è rappresentativo della portata nominale espressa in m³/h. Si usa fare riferimento ai calibri G6-G4 per consumi domestici.

[3] Smc acronimo di Standard metro cubo inteso come misura alle condizioni di un bar di pressione e 15° di temperatura.

[4] Processo tramite il quale sono regolate partite fisiche ed economiche a partire dal dato di misura al punto di consegna del gas. I dati teleletti con cadenza giornaliera sono quelli qualitativamente non influenzati dal processo di ripartizione delle eventuali variazioni attribuite per differenze tra quanto entrato e uscito nell’aggregato dei volumi transitati in una rete

[5] Le apparecchiature dotate di SIM ad oggi installate hanno evidenziato difetti importanti proprio relativi alla presenza fisica della SIM che potrebbero essere risolti con tecnologie integrate (eSim) ma che, comunque, ad oggi non supportano il passaggio ad altri Operatori necessario per gestire i problemi di copertura di rete esposto sopra.