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08/11/2019 15.05 - quotidiano energia
Tariffe rifiuti, interrogazione al Senato

Valutare la possibilità di arrivare a “una maggiore gradualità del percorso di approdo alla nuova metodologia tariffaria” per i rifiuti “individuando come data di partenza effettiva il 1° gennaio 2021" e utilizzare “il 2020 come periodo transitorio e di monitoraggio”. E’ quanto si chiede in un’interrogazione al Mef presentata al Senato da Nicola Calandrini (FdI).

Il testo (disponibile in allegato sul sito di Quotidiano Energia) ricorda che nell’audizione alla Camera del presidente dell’Arera Stefano Besseghini è stata illustrata l’intenzione dell’Autorità di “superare le differenze riscontrate nei vari territori” con un metodo uniforme a livello nazionale così da “conseguire l’obiettivo di non avere ulteriori aumenti tariffari una volta che queste siano state disposte”.

Si tratta di finalità “condivisibili”, si legge nel testo, tuttavia “la riforma ha destato “preoccupazione” per i Comuni, sia per la tempistica e sia per “altre criticità che finirebbero per creare problemi di copertura finanziaria, peraltro evidenziati dall'Anci e dall'Anutel (Associazione nazionale uffici tributi enti locali – ndr) al termine del periodo di consultazione dei documenti n. 351/2019 e n. 352/2019” dell’Arera che ha portato delle delibere 443 e 444/2019.

Per quanto riguarda i tempi, l’esponente di FdI fa notare che “l'avvio dal 2020 del nuovo sistema tariffario non è compatibile con l'adozione del complesso di atti propedeutici per il passaggio alla nuova metodologia”. Questo perché l’approvazione del bilancio comunale entro fine anno presuppone che ci sia un piano finanziario già redatto al 15 novembre 2019, “termine oggettivamente molto difficile da rispettare vista la ristrettezza dei tempi”. Il senatore di FdI, infatti, chiede al Mef se non sia opportuno attivarsi per superare le disposizioni della legge 27 dicembre 2013 n. 147 “nella parte in cui prevede, per il Consiglio comunale, il medesimo termine per l'approvazione del bilancio di previsione e per l'approvazione delle tariffe della Tari in conformità al piano finanziario del servizio di gestione dei rifiuti urbani.  

Nell’interrogazione che riporta anche alcune criticità che attengono “all’esclusione dell’Iva tra i costi rilevanti” e “all'inesigibilità dei crediti” si spiega che “Arera sembra intenzionata a non concedere alcun rinvio al 2021, se non per i Comuni più piccoli”.