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13/03/2018 11.21 - PUBLIC POLICY
SALUTE, MINISTERO A LAVORO SU REVISIONE NORME MATERIALI A CONTATTO ACQUA

(Public Policy) - Roma, 13 mar - "Le novità introdotte dalla proposta in esame rientrano nella politica di interesse nazionale, che in Italia ha consentito di anticipare l'adozione dell'approccio basato sulla valutazione e gestione del rischio e ha permesso di introdurre, tramite il dm 17 giugno 2017, l'obbligo di implementazione di Piano di sicurezza del'acqua. Anche in relazione alla necessità di armonizzare le disposizioni sui materiali e i prodotti a contatto con l'acqua potabile, previste dalla direttiva in esame, l'Italia sta ridefinendo, con la predisposizione di un nuovo decreto, le norme di tale settore, soprattutto attraverso l'introduzione di un sistema di certificazione di parte terza e di approvazione".

A scriverlo è il ministero della Salute in una relazione illustrativa, trasmessa alle Camere e agli altri ministeri competenti, sulla proposta di direttiva Ue riguardante la qualità delle acque destinate al consumo umano (la Com 753 del 2017), di cui Public Policy ha preso visione.

La proposta di direttiva, punta a modificare la direttiva 98/83/Ce, soprattutto per: adottare un approccio più improntato alle gestione e alla valutazione del rischio; ridurre il consumo energetico e ridurre le perdite d'acqua; ridurre gli oneri amministrativi per gli Stati membri; facilitare l'accesso delle informazioni ai consumatori; superare le disparità esistenti di omologazione dei materiali che entrano in contatto con l'acque potabili.

Per il ministero la proposta di direttiva è "positiva" perché "contribuisce ad armonizzare la qualità delle acque in Europa, favorendo in tal modo anche quegli Stati membri più piccoli, che non sempre possiedono le risorse e le competenze necessarie e si aspettano che l'Unione continui a statuire in approccio armonizzato in questo settore, soprattutto in considerazione dell'importanza dell'accesso all'acqua protabile nella sua dimensione di diritto umano".

Per questo gli obiettivi della direttiva "rivestono carattere di urgenza in risposta a un'esigenza di tutelare la salute dei consumatori dai rischi derivanti da potenziali pericoli di contaminazione dell'acqua potabile e di adottare misure di prevenzione volte a salvaguardare la qualità della stessa".

Nel dettaglio, il ministero è al lavoro sulla revisione del dm 174 del 2004 sulla qualità dei materiali a contatto con acqua potabile e "presenterà - si legge nella relazione - nei prossimi mesi una proposta di regolamentazione nazionale basata sull'approvazione dei materiali previa certificazione di parte terza, in analogia a simili approcci elaborati da altri Paesi, come ad esempio il Sistema dei 4MS (Francia, Germania, Olanda e Regno Unito)".

Per il ministero questo potrebbe portare un aumento delle spese derivante dalla strutturazione e il funzionamento "di un sistema di certificazione e approvazione di sostanze, materiali e oggetti destinati a venire a contatto con le acque potabili; a regime tale sistema è finanziato dagli operatori economici che richiedono la certificazione/approvazione dei prodotti".

Il ministero sottolinea anche come un sistema del genere sia richiesto dalla direttiva, "a prescindere dalle diverse soluzioni negoziali".