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03/07/2020 00.00 - Quotidiano Energia
Concessioni idro, il parere Arera sui canoni della Lombardia
L’Autorità ha chiesto alcune “precisazioni” al disegno di legge lombarda (ormai varata) che attua la regionalizzazione, in particolare sul “doppio conteggio” dell’energia ceduta gratuitamente dal concessionario. L’Arera ha chiesto alcune “precisazioni” alla Lombardia in merito alle modalità con cui è stata attuata la regionalizzazione delle concessioni idroelettriche. Nel parere 73/2020 rilasciato lo scorso 17 marzo ma pubblicato solo ieri, l’Autorità ricorda innanzitutto che la propria competenza è limitata alle modalità di determinazione della componente variabile del canone e, pertanto, non riguarda l’entità della componente fissa. Fatta questa premessa, il Regolatore chiede alla Regione di precisare alcuni aspetti. Innanzitutto “come possa essere evitato il doppio conteggio dell’energia elettrica ceduta a titolo gratuito, eventualmente prevedendo che tale precisazione sia demandata alla Giunta regionale nel rispetto delle linee guida dell’Autorità (QE 28/11/19 qualora l’energia elettrica resa disponibile a titolo gratuito sia monetizzata come indicato dalla legge regionale 23/19) ovvero definendo a quali ore attribuire l’energia elettrica resa disponibile a titolo gratuito in quanto la parte variabile del canone tiene conto di prezzi orari dell’energia (anche in questo caso la definizione potrebbe essere demandata alla Giunta regionale)”. Poi “che i dati di misura dell’energia elettrica immessa in rete vengano richiesti a Terna, come indicato dall’Autorità nelle proprie linee guida (e non al Gme o al Gse)”.
Infine che, “tenendo conto delle indicazioni riportate nelle linee guida dell’Autorità, siano esplicitati i casi in cui viene richiesto ai concessionari di installare e mantenere in efficienza le apparecchiature di misure necessarie per la rilevazione dell’energia elettrica prodotta netta (cioè i casi di impianti idroelettrici direttamente connessi a unità di consumo diverse dai servizi ausiliari)”.
L’Arera ha quindi espresso parere favorevole senza ulteriori indicazioni “in relazione agli altri elementi del disegno di legge trasmesso con lettera del 5 marzo 2020”. Nel frattempo, come noto, la legge regionale lombarda è stata varata e impugnata dal Governo alla Consulta.