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13/02/2020 14.00 - quotidiano energia
Siccità e depurazione, il Minambiente sulle province di Brescia, Taranto e Chieti

“Nei prossimi giorni” si riunirà la cabina di regia istituita presso il Minambiente sulle criticità del sistema depurativo del lago di Garda. È quanto spiegato ieri dal ministro Sergio Costa, che ha risposto a un’interrogazione su un progetto di intervento predisposto dalla Regione Lombardia (primo firmatario Fornaro, LeU).

Il ministro ha ricevuto il 10 febbraio una lettera da parte di venti sindaci della zona, ha ricordato l’interrogante in aula di Montecitorio, in cui si esprimevano “perplessità e preoccupazioni sorte dopo la pubblicazione del progetto del nuovo sistema depurativo da parte dell'Ufficio d'Ambito di Brescia, che individua nel fiume Chiese il corpo recettore degli scarichi dei reflui”.
 
Costa ha rassicurato sul fatto che il ministero ha “chiesto approfondimenti” sulla progettualità generale messa in campo dalla Regione, a cui il dicastero contribuirà con 100 milioni di euro.
 
Dal punto di vista tecnico, “il tratto di sponda bresciana tra Tignale e San Felice del Benaco è servito da reti fognarie che sono collettate tramite una condotta sublacuale sulla sponda veneta, con allaccio al collettore della sponda in comune di Torre del Benaco”, ha spiegato il ministro. “Le criticità che emergono sono sostanzialmente due: le condotte sublacuali del tratto in questione, che sono adagiate sul fondo del lago, a una profondità di circa 250 metri, risalgono nel loro posizionamento agli anni Ottanta e denotano evidenti problemi di obsolescenza e di usura. La seconda criticità più evidente riguarda l'impianto di Peschiera del Garda che, ricevendo tutte le acque reflue lombarde, oltre quelle venete, opera alla massima capacità possibile, con tutti i limiti che questo determina”.
 
Una situazione di inquinamento delle acque è stata segnalata anche con un‘interrogazione alla Camera presentata da FdI (primo firmatario Gemmato), che spiega: “Secondo quanto si evince dagli organi di stampa sembrerebbe che, da tempo, si verifichino illeciti sversamenti di reflui di origine fognaria nel fiume Ostone che ha origine 4 chilometri a nord-ovest del comune di Lizzano, in provincia di Taranto. I reflui giungono successivamente a inquinare il mare di Marina di Lizzano nel quale sfocia il fiume. Gli ultimi episodi, rilevati e resi noti dagli organi di stampa, risalgono alla fine di agosto del 2019”. A seguito di alcuni esposti e dell'attività investigativa del nucleo operativo di protezione ambientale della capitaneria di porto di Taranto, “è stato accertato un sistema sofisticato di smaltimento di reflui di origine fognaria”.
 
Il sottosegretario al Minambiente Roberto Morassut, rispondendo ieri all’interrogazione, ha spiegato che, “in relazione alle vicende giudiziarie di cui si accenna nell'interrogazione, da informazioni assunte dal ministero della Giustizia si rende noto che uno dei procedimenti penali ha condotto all'emissione di un decreto penale di condanna per illecito sversamento di liquami fognari”.
 
Infine, la situazione di carenza idrica nella provincia di Vasto, su cui è stata presentata un’interrogazione da parte della Lega (prima firmataria Lucchini). Rispondendo ieri in commissione Ambiente Morassut ha manifestato “la piena disponibilità del ministero, previa richiesta ufficiale della regione Abruzzo, a convocare un tavolo interistituzionale”, come richiesto dagli interroganti, “che preveda la partecipazione dell'Arera e di tutti i soggetti interessati, finalizzato a individuare gli eventuali interventi di natura infrastrutturale e gestionale necessari per risolvere la situazione di severità idrica venutasi a creare”.
 
Il sottosegretario, infine, ha segnalato che la Regione Abruzzo ha ricevuto il 10 febbraio scorso il nulla osta dal ministero delle Infrastrutture per l’utilizzo di alcune economie del programma sblocca Italia, pari a 6,9 mln €, per intervenire sulle criticità idriche.