News

ARCHIVIO NEWS

Torna all'elenco
08/04/2019 11.42 - quotidiano energia
Angam: “Nuovi termovalorizzatori? Meglio il revamping”

“Mentre il Governo è diviso sull’opportunità di realizzare nuovi termovalorizzatori noi crediamo che sia più utile e più rapido sostenere il revamping degli impianti esistenti”. Questa la posizione dell’Associazione nazionale gestori ambientali (Angam), espressa sabato 6 aprile a Caserta dal presidente Antonio Borbone nel corso di un convegno.
"Oggi sta tornando di moda la Questione meridionale ma noi vogliamo porre al centro dell'attenzione la Questione ambientale meridionale, anche perché di green economy si parla molto ma si fa poco. Intanto le idee non mancano”, secondo Borbone, e non solo sui termovalorizzatori.

In particolare, l’associazione ha proposto un “Patto territoriale per l’ambiente” basato su otto proposte a sostegno “della raccolta differenziata di qualità, del trasferimento tecnologico verso le aziende del comparto, della realizzazione degli impianti di compostaggio, del green public procurement alla luce delle possibilità insiste nel Codice appalti”.

Inoltre, ha sottolineato il presidente di Angam, “occorre istituire un tavolo di concertazione ambientale presso il minAmbiente e realizzare nuove politiche finanziarie e fiscali in direzione green, ad esempio per lo sviluppo dei mercati dei prodotti riutilizzati e dei materiali riciclati, anche attraverso l’eliminazione degli incentivi vigenti per prodotti a elevato impatto ambientale”. Infine, altri temi fondamentali sono “lo sbocco dei decreti end of waste, che significherebbe sbloccare il Sud”, e la formazione ambientale nelle imprese, “da rendere obbligatoria al pari di quanto già avviene sulla sicurezza”.

In Italia si contano tra le 22.000 e le 30.000 discariche abusive, secondo i dati diffusi nel corso dell’evento, su cui occorre intervenire “in fretta ma bene", come spiegato dal generale Giuseppe Vadalà, commissario straordinario per la bonifica delle discariche abusive. In particolare, dal 2014 a oggi gli 80 siti affidati alla struttura commissariale “hanno comportato 250 milioni di euro per infrazione europea” ma “negli ultimi anni il ministero ha stanziato fondi per questa attività perché significa investire nella sicurezza dei territori e dei cittadini". Dal punto di vista tecnico, inoltre, "Caserta, la Campania e l'Italia hanno un know-how d’eccellenza che viene esportato nel mondo”.

Hanno preso parte al convegno anche Aldo Papotto, capo divisione gestione finanziaria, pianificazione, spesa e controllo del Commissario straordinario e Antonio Del Monaco, membro della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle ecomafie, che sottolineato l’importanza di una “formazione ambientale per i cittadini”.

Paolo Trombetti, presidente della Italian Association for trenchless technology (Iatt), ha infine descritto le opportunità di risanamento ambientale e bonifica offerte dalle tecnologie di intervento nel sottosuolo che escludono lo scavo a cielo aperto (no-dig).