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13/10/2016 (Ansa) - Servizi idrici, Governo al lavoro per gestione unica al Sud

Una gestione unica del servizio idrico nel Sud Italia è l'impegno preso dal Governo e su cui l'esecutivo è già al lavoro. Lo ha annunciato da Bari Laura Cavallo, capo della segreteria tecnica del sottosegretariato alla presidenza del Consiglio dei ministri, intervenendo al convegno organizzato da Acquedotto Pugliese nell'ambito della tre giorni di assemblea Anci nella Fiera del Levante di Bari. Attualmente il servizio idrico è frammentato fra 370 diversi gestori negli otto distretti idrografici d'Italia, 40 nelle sette regioni che compongono l'unico bacino idrografico del distretto dell'Appennino meridionale, di cui fanno parte Puglia, Campania, Calabria, Molise e Basilicata e in parte anche Lazio e Abruzzo. Il progetto, "che piace - è stato sottolineato - alle società di gestione come gli Acquedotti e anche alle Regioni", è quello di portare a compimento il percorso avviato nel 2011 con il documento di intenti finalizzato alla sottoscrizione di un accordo di programma per una gestione unica. Un appello ad accelerare questo processo di aggregazione è arrivato in apertura dei lavori dal presidente dell'Acquedotto Pugliese, Nicola De Sanctis, il quale ha parlato di un progetto per l'intero mezzogiorno come strumento per raggiungere "l'eccellenza dei servizi ai cittadini, sviluppo del territorio grazie a maggiori investimenti e crescita occupazionale". Della necessità di puntare alla gestione unica dei servizi idrici ha poi parlato il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, il quale ha detto che "il futuro dipende proprio dalla capacità di gestire questo bene fondamentale". Parole che hanno trovato conferma anche nell'intervento del presidente dell'Autorità nazionale per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico, Guido Pier Paolo Bortoni, che ha sottolineato "l'inaccettabile squilibrio fra nord e sud in termini di investimenti e qualità delle infrastrutture", definendo "improrogabile immaginare una locomotiva di aggregazione dei servizi idrici per evitare l'ulteriore discriminazione dei cittadini meridionali".