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4/07/2016 (rinnovabili.it) - Lotta alla siccità: le acque reflue di Alghero aiuteranno l’agricoltura


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Parte dalla Nurra il test su scala reale per riciclare le acque urbane, una volta depurate, in agricoltura.
La siccità continua a mettere a dura prova la Sardegna: la regione sta facendo i conti con una disponibilità d’acqua nei bacini praticamente dimezzata rispetto alla normale capacità. La situazione era già grave questo inverno quando il livello degli invasi era sceso ai minimi storici della stagione 2003-2004, facendo scattare pesanti restrizioni nell’erogazione dell’acqua per le abitazioni e ipotizzando per le campagne un futuro all’asciutto. Per prendere di petto il problema, enti locali e consorzi hanno firmato un nuovo protocollo d’intesa che permetterà di riciclare le acque reflue urbane, una volta depurate, in agricoltura.
Nel dettaglio, già da questa stagione le risorse idriche naturali provenienti dal sistema Temo-Cuga saranno integrate con le acque reflue di Alghero, opportunamente trattate nell’impianto di depurazione di San Marco, per irrigare i campi della Nurra.
Si tratterà di un test su scala reale, i cui risultati saranno determinanti per portare il progetto su scala regionale. Da qui infatti partiranno gli studi per poter replicare la formula in altre aree dell’Isola.
Una soluzione alla scarsità di risorse idriche provocata dalla siccità che ha caratterizzato l’ultimo anno, fortemente voluta dall’assessore dei Lavori Pubblici e Presidente dell’Autorità di Bacino Paolo Maninchedda, che ha sottolineato l’impegno profuso dall’amministrazione regionale, sia nel fornire l’apporto tecnico di tutti gli enti interessati, sia per il sostegno economico a un sistema che ha una alta valenza ambientale.
il lavoro vede coinvolti, con il coordinamento del Servizio Tutela delle Acque del Distretto Idrografico, la Provincia di Sassari, i Sindaci di Alghero, Sassari e Olmedo, l’Ente di Governo d’Ambito della Sardegna, i gestori Abbanoa ed ENAS, ARPAS, gli enti agricoli AGRIS e Laore e il Consorzio di Bonifica della Nurra, a cui spetta ora il compito di predisporre il Piano di Gestione organico che dovrà garantire il massimo e ottimale utilizzo di tali risorse strategiche con continuità nel tempo.