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21/11/2016 (e-gazette) - Lo Stato non rispetta i limiti Ue, una ong fa causa e vince

Il governo britannico non si è uniformato come avrebbe dovuto agli standard europei nella lotta all'inquinamento atmosferico: lo ha stabilito l'Alta corte, principale istanza giudiziaria del Regno, dando ragione alla ong ambientalista ClientEarth che aveva denunciato il ministro dell'Ambiente, reo di non aver preso i provvedimenti necessari per mettersi in regola con i livelli Ue di biossido di azoto "il prima possibile".
Un giudice ha dichiarato che l'Air Quality Plan è fuori legge e "deve essere riscritto".

Secondo ClientEarth, i ministri hanno dato la priorità ai costi invece che alla salute quando hanno redatto il piano per tagliare le emissioni benché, dati ufficiali alla mano, l'inquinamento dell'aria causi più di 40.000 morti premature all'anno nel Paese.
Entrando nei dettagli, il giudice Neil Garnham ha precisato che gli obiettivi del governo di conformarsi a quelli europei entro il 2020 e di Londra entro il 2025 erano troppo distanti e il suo modello per le emissioni future "troppo ottimistico".

I limiti di biossido di azoto erano stati introdotti dalla legge Ue nel 1999 e dovevano essere raggiunti entro il 2010. Secondo ClientEarth, in 37 su 43 zone nel Paese i limiti non sono rispettati.
Il Regno Unito è uno dei 60 Paesi firmatari dell'accordo sul clima concluso l'anno scorso a Parigi: il Primo ministro Theresa May ha promesso di ratificarlo entro la fine del 2016.