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5/07/2016 (Quindici) - DLGS PARTECIPATE, OK CON CONDIZIONI IN PARLAMENTO

Le Commissioni Affari costituzionali del Senato e Bilancio della Camera hanno reso parere favorevole, con diverse condizioni e osservazioni, al decreto legislativo recante il Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica. Il ministro della Pubblica amministrazione, Marianna Madia, ha riferito che il via libera definitivo del Consiglio dei ministri è atteso “prima della pausa estiva”.
Sono 17 le condizioni poste dalla I Commissione del Senato (10 le osservazioni), 27 quelle della V Commissione della Camera (con 23 osservazioni). Entrambe le Commissioni hanno chiesto che l’eventuale esclusione, totale o parziale, di società pubbliche dall’applicazione delle norme del Testo unico debba essere determinata con Dpcm che ne illustri le ragioni, dandone comunicazione al Parlamento. Tra i temi toccati sia a Palazzo Madama che a Montecitorio, la possibilità di limitare gli emolumenti degli amministratori anche delle società con “partecipazioni rilevanti” del pubblico, mediante proposta del socio pubblico agli organi di amministrazione; una riformulazione della definizione di danno erariale a carico degli enti pubblici partecipanti; l’armonizzazione delle norme con quelle previste dal Testo unico in materia di servizi pubblici locali, con riferimento alla disciplina dei servizi di interesse economico generale e dell’in house (quest’ultima da rendere coerente anche con le disposizioni dettate dal nuovo Codice degli appalti e delle concessioni); la gestione del personale e delle problematiche occupazionali legate ai processi di razionalizzazione delle partecipate; il rinvio al 2017 dell’obbligo di revisione ordinaria dei piani di razionalizzazione.
La V Commissione della Camera chiede, tra l’altro: che le amministrazioni possano detenere partecipazioni anche in società consortili; di ridurre il periodo di blocco delle nuove assunzioni; di escludere dalla riforma le aziende quotande o in procinto di emettere bond al 30 giugno 2016 facendo salvi gli atti propedeutici in essere all’entrata in vigore del decreto; di escludere dall’applicazione delle disposizioni in materia di composizione del Cda e divieto di stipula di patti di non concorrenza le società titolari di affidamenti o appalti ottenuti mediante gara; tutelare il principio di libero affidamento con una deroga transitoria alle limitazioni delle attività delle società miste.
Per la Commissione del Senato, tra l’altro: andrebbe valutata la creazione di una struttura ad hoc presso la Corte dei conti per lo svolgimento della funzioni di controllo previste dal decreto; la possibilità per le amministrazioni di effettuare interventi finanziari a favore delle partecipate in disavanzo da più di 3 anni consecutivi dovrebbe essere limitata alle società affidatarie di servizio sulla base di gare o nel caso di contratto di servizio definito sulla base di costi standard o di prezzi Consip; non andrebbero conferite buonuscite agli amministratori che, alla fine o anche prima della fine del mandato, siano nominati amministratori in altra società a controllo pubblico.


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