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10/11/2016 (staffetta quotidiana) - Acqua, Colarullo (Utilitalia): garantirla a chi è in difficolta, dubbi su tariffa unica

Fornire servizi ai cittadini è l'obiettivo centrale e il cuore dell'attività delle utility, ecco perché esse hanno nel proprio DNA l'impegno per la sostenibilità e, per quel che riguarda il settore idrico nello specifico, per l'accessibilità e il miglioramento della qualità del servizio. Ne ha parlato con la Staffetta il direttore generale di Utilitalia, Giordano Colarullo, che abbiamo incontrato nella “Piazza delle Utilities” allestita dalla Federazione nell'ambito di Ecomondo, la mostra internazionale della “green circular economy” in corso alla Fiera di Rimini fino a venerdì 11 novembre. Se l'acqua, bene fondamentale, va garantita a chi non può permettersela - ha spiegato Colarullo -, chi può la deve pagare, perché fornirla ha un costo. Mentre sull'ipotesi di una tariffa unica come strumento di perequazione nazionale del costo del servizio, il dg ha mostrato perplessità: non veicolerebbe i corretti segnali economici in un contesto di risorsa scarsa.
La partecipazione di Utilitalia a Ecomondo si fonda proprio sulla centralità dei temi della manifestazione - economia circolare, sviluppo sostenibile - per le associate della federazione che, “per la natura del loro business - ha sottolineato Colarullo - sono tenute a gestire l'ambiente circostante per renderlo confacente alla vita dei cittadini e fornire loro servizi. La nostra presenza a Ecomondo - ha affermato - è quindi assolutamente centrale”. La federazione è molto sensibile anche al tema della rendicontazione dell'impegno delle imprese per la sostenibilità, tanto da aver lanciato un gruppo di lavoro che se ne occupa. “C'è da sottolineare - ha osservato Colarullo - che la rendicontazione è la fine di un processo: il lavoro fondamentale sta dietro, nell'anno precedente in cui si sono fatte certe cose in maniera sostenibile. La sostanza, quindi, è la modalità con cui si gestisce il business, gli obiettivi che si danno, ed è fondamentale che a queste indicazioni strategiche sia partecipe il senior management. Ritengo - ha proseguito - che molte delle nostre aziende abbiano fatto propria la centralità di questi aspetti. Noi, intervenendo sulla reportistica sostenibile stiamo aiutando un processo di confronto per le migliori pratiche, perché si possa imparare gli uni dagli altri e, come industria, spingere la frontiera in avanti”.
Parlando poi dell'avvio del percorso di attuazione delle disposizioni inerenti il servizio idrico contenute nella legge n. 221/2015 (Collegato ambientale), con la pubblicazione del Dpcm relativo al contenimento della morosità (v. Staffetta 17/10) e l'avvio del relativo procedimento da parte del regolatore (v. Staffetta 07/11), il direttore generale di Utilitalia ha confermato la centralità delle iniziative normative sul tema e del percorso per declinarle. “Per le nostre aziende - ha detto - si presenta l'opportunità di gestire il tema della morosità, che si lega a stretto giro alla capacità o incapacità dei soggetti di pagare, stando vicine a quegli utenti che non possono permettersi il prezzo del servizio. Si tratta dell'inizio di un percorso, cercheremo di supportare questo processo perché la sua implementazione persegua il fine ultimo di gestire il fenomeno della morosità senza creare problemi operativi. Ci sono in effetti diverse difficoltà nella declinazione del provvedimento - ha precisato Colarullo -, ad esempio per quanto riguarda le situazioni condominiali. Ma le nostre sono imprese industriali, quindi si andrà avanti su questo percorso, e siamo aperti al dialogo con l'Autorità per trovare le migliori soluzioni implementative”.
Se il tema della gestione della questione morosità si lega necessariamente a quello del disagio, per Colarullo va precisato che l'acqua non può essere gratis per tutti. “Pensare ad esempio di fornire un quantitativo minimo vitale d'acqua gratuitamente a tutti gli utenti - ha spiegato - ha insito un grosso rischio, quello di addivenire a una misura regressiva, caricando paradossalmente costi aggiuntivi su chi consuma di più e, tra questi, magari anche su soggetti più bisognosi, o componenti di unità familiari ampie, che avrebbero invece bisogno di supporto. Se questa impostazione sarà superata sarà una notizia assolutamente positiva. Lo scopo dev'essere rendere accessibile il servizio a chi ha veramente difficoltà ad accedervi”. Ben vengano, dunque, la tariffa agevolata e “qualsiasi altra misura che vada nella direzione di consentire a chi non è capiente di potersi permettere l'acqua, che è un bene fondamentale e dev'essere garantito a tutti. Non può però essere gratuita per chiunque perché portarla a tutti ha un costo”.
Il prezzo dell'acqua, peraltro, deve rispondere alla sua qualità di risorsa scarsa; in quest'ottica, non sembra troppo convincente l'ipotesi - che talvolta emerge nel dibattito tra addetti ai lavori - di introdurre una tariffa unica nazionale per sostenere solidaristicamente i costi del sistema idrico. “Da un lato - ha commentato Colarullo -, quest'idea contiene potenzialmente un elemento di giustizia sociale, dall'altro implica anche la sconfitta di segnali economici che vengono dati con la tariffa in un contesto di risorsa scarsa, il che è pericoloso. Peraltro, lo spirito della tariffa unica sembra un po' in contraddizione con l'art. 9 della direttiva 2000/60/CE che parla di ‘pricing policy' per far emergere i sussidi incrociati”. Si tratta comunque un tema sul tavolo, perciò “se ne discuterà”.
Infine, un passaggio fondamentale per il servizio idrico italiano: la quantità e la qualità degli investimenti. “Gli investimenti si fanno per dare servizi ai cittadini”, ha evidenziato Colarullo, ricordando che “in Italia abbiamo un gap infrastrutturale, in molte zone anche grave: non è tollerabile avere il 20-30% della popolazione non connesso alla depurazione e questo stato di cose va superato. Chiaramente - ha aggiunto - ciò va coniugato con un'attenzione alla ripidità della scala di crescita tariffaria che riflette i costi d'investimento, cercando comunque di puntare al miglioramento del servizio”. Che significa anche investimenti di qualità. “Penso che l'Autorità stia riflettendo e lavorando sul discorso della qualità tecnica”, ha detto Colarullo, definendo quest'aspetto “sfidante”. Servono definizioni omogenee, la capacità di stabilire dei target adeguati. “Si possono certamente fare passi avanti per migliorare la qualità del servizio - ha concluso Colarullo -, la sua continuità, l'adeguatezza e la disponibilità per tutti, ed è fondamentale che il cittadino avverta che la crescita tariffaria è accompagnata da questi passi avanti”.