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20/02/2017 (Qe) - Utilitalia, Sen: Valorizzare ruolo Dso e centri urbani

Partendo dal presupposto che "la combinazione degli obiettivi energetici e ambientali rappresenta il principale volano per crescita e occupazione", la Sen dovrebbe agire su "tre direzioni prioritarie": liberare le potenzialità del mercato, potenziare le infrastrutture e puntare sull'economia circolare. E' quanto sostiene Utilitalia nell'audizione tenuta ieri al Mise sulla Strategia energetica nazionale. Una posizione che sembra quindi spingere verso il passaggio dalla Sen alla Sec. Come noto l'associazione rappresenta i molteplici interessi delle utility locali, e nella "diatriba" tra elettrico e gas per la conquista di un posto in prima fila nella transizione energetica si pone su una posizione intermedia (più volte ricorre l'auspicio per la "neutralità tecnologica").
Nelle slide figurano quindi diverse posizioni comuni con gli esponenti dei due settori: la necessità di potenziare (e digitalizzare) le reti, il ridisegno del mercato, il capacity market, la concorrenza nel retail, l'efficienza energetica, la spinta per le gare gas.
In aggiunta Utilitalia rimarca "gli effetti del phaseout nucleare con opportunità per il gas (vettore energetico di transizione) e l'export elettrico". Poi ci sono le istanze più peculiari di un'associazione vicina ai territori. Da una parte la richiesta di "assegnare un ruolo attivo nel bilanciamento da parte dei distributori locali, sulle reti dei quali è allacciata la gran parte della generazione non programmabile, per gestire in coordinamento con Terna la maggiore flessibilità e intermittenza del parco produttivo elettrico". Dall'altra, una delle quattro priorità riguarda un "piano d'azione per i centri urbani" (le altre tre sono efficienza/decarbonizzazione, liberalizzazione mercati retail e riforma mercato elettrico/ gas). Più nello specifico, Utilitalia chiede il "pieno sfruttamento del potenziale del teleriscaldamento (che consente di risparmiare 5,3 Mton di CO2 annue, ndr), prevedendo adeguate forme di sostegno per nuovi progetti alimentati da diverse fonti termiche (gas naturale, recuperi da cogenerazione, trattamento dei rifiuti, produzione industriale o agricola) e per le progressive estensioni di rete".
Laddove "le condizioni climatiche non rendano economicamente conveniente lo sviluppo del teleriscaldamento (ad esempio nel Sud), l'elettrificazione dei consumi residenziali per heating&cooling ha il pregio di eliminare le emissioni nelle aree urbane, attingere da un mix sempre più rinnovabile e abilitare applicazioni tecnologiche presso i consumatori residenziali aprendo a nuove opportunità di mercato".
La posizione "neutrale" dell'associazione si nota anche nella richiesta di promuovere la mobilità elettrica (risparmio annuo potenziale di 3,7 Mton di CO2) "attraverso l'infrastrutturazione per la ricarica e l'introduzione di misure specifiche come agevolazioni fiscali flotte delle utilities e del Tpl e sperimentazioni a beneficio del sistema elettrico (vehicle to grid)". Affiancata dal "ricorso a combustibili alternativi nel settore dei trasporti, dai biocarburanti avanzati (biometano in primis) al Gnl, come importante leva per la realizzazione di un'economia circolare, sostenibile e low carbon, con utilizzi particolarmente interessanti nel trasporto privato e pubblico locale, nello shipping, nel trasporto pesante su gomma".
L'associazione pone poi l'attenzione sul servizio idrico, che essendo "una delle industrie più energivore" presenta "un potenziale importante di recupero di efficienza energetica" qualora si puntasse "all'ammodernamento delle infrastrutture". Interessante anche la parte riservata alla governance. Utilitalia propone tra le altre cose una "cabina di regia sulle tematiche energeticoambientali", la "centralizzazione delle competenze in materia di energia in capo allo Stato", "una politica che non attribuisca alle bollette energetiche oneri impropri e minimizzi il peso delle componenti parafiscali" nonché "l'attribuzione in tempi rapidi dei poteri regolatori sul settore ambientale all'Aeegsi".
Le audizioni delle associazioni al Mise, come già segnalato proseguiranno anche la prossima settimana: tra le altre il 20 verrà sentita Assopetroli il 20, il 22 Assoesco e Assogasliquidi, il 23 Confindustria, il 24 Assogas.