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14/11/2016 (il sole 24 ore) - Piccole alla prova del mercato

Scatterà con ogni probabilità il 1° luglio 2018 la completa liberalizzazione del mercato dell'energia con l'addio al servizio di maggior tutela. A prevederlo è il Ddl Concorrenza che ha ottenuto l'ok della Camera, ma è ancora fermo al Senato. Circa 4 milioni di aziende in bassa tensione con meno di 50 dipendenti e un fatturato inferiore a 10 milioni di euro che hanno finora optato per questa formula con prezzi stabiliti dall'Autorità per l'energia dovranno così cimentarsi con le offerte commerciali del libero mercato.
Per aiutarle e orientarsi dal prossimo gennaio partirà «Tutela simile»: un'offerta standard con un prezzo comparabile a quello del servizio di maggior tutela e un risparmio una tantum sulla prima fattura.
Potranno sottoscrivere il contratto, di durata annuale, attraverso un portale web gestito dall'Acquirente unico nell'ambito del Sistema informativo integrato che raccoglierà le offerte, mettendo il cliente in diretto contatto con il potenziale venditore, senza costi di intermediazione o di vendita a distanza. L'adesione sarà volontaria, ma verranno ammesse al meccanismo solo le imprese che rispettano alcuni requisiti. «Se si considera che lo strumento del web per ricercare o sottoscrivere nuovi contratti di energia è ancora poco diffuso tra le micro e piccole aziende (con una percentuale intorno al 5%) - dicono gli economisti di Ref Ricerche - si può ipotizzare una migrazione di non più di 300mila imprese alla Tutela simile».
Per offrire un ulteriore strumento di comparazione la Camera di commercio di Milano sta mettendo a punto un portale sulle offerte commerciali di energia elettrica. Attraverso una serie di schede sintetiche, spiega Sergio Rossi, dirigente dell'area sviluppo del territorio e del mercato, «le Pmi potranno visionare le caratteristiche delle offerte, sotto il profilo delle condizioni economiche, ma anche degli aspetti qualitativi come la tipolgia di prezzo, la durata del contratto, le modalità di fatturazione e gli eventuali servizi a valore aggiunto». Lo strumento, conclude Rossi, «punta a dare maggiore consapevolezza nelle scelte da parte delle micro e piccole imprese».