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16/03/2017 (Staffetta quotidiana) - Contratto gas acqua, Spaziani (Utilitalia): la porta resta aperta


Dopo la conferma dello sciopero di
domani
Anche dopo l'invito delle associazioni delle imprese a riprendere il confronto sul rinnovo del contratto gasacqua (v. Staffetta 14/03), i sindacati hanno confermato lo sciopero proclamato ai primi di marzo (v. Staffetta 06/03). Nell'intervento che segue, Adolfo Spaziani, senior advisor di Utilitalia, fa il punto della situazione, cercando le cause della divergenza, indicando possibili strade e ribadendo che la porta del dialogo per arrivare rapidamente a un accordo resta aperta.
Il 17 marzo le OOSS hanno confermato lo sciopero per il rinnovo del contratto di settore. La speranza di evitarlo è andata delusa ed è giusto interrogarsi, per il futuro, sulle ragioni e sulle possibili vie di uscita. Una ragione emerge dal contesto in cui avvengono i rinnovi: bassa inflazione, una crisi economica che si trascina, la crisi del modello concertativo e degli accordi interconfederali. Né possono essere presi a riferimento valori economici del passato, legati anche ad andamenti dell'inflazione nemmeno auspicabili. Ognuno fa i conti con le proprie ragioni e stenta a riconoscere quelle degli altri. Da più parti si è discusso del ruolo dei contratti nazionali, della necessità di accorpare le aree contrattuali, della necessità di valorizzare e premiare i recuperi di efficienza e produttività, di regolare in modo efficace le entrate e le uscite vivacizzando il mercato del lavoro. Temi importanti ma che non hanno trovato una efficace sintesi ai livelli settoriali e confederali, condizionati anche da una legislazione sempre più invasiva. Il sistema delle imprese, nonostante queste criticità, ha comunque cercato di fornire risposte concrete. Ha avanzato una proposta per la copertura delle retribuzioni rispetto al tasso di inflazione programmato, e questo nonostante il precedente rinnovo si sia chiuso con un saldo positivo sufficiente a coprire economicamente anche il prossimo triennio. Risposte positive sono state date anche sulla copertura del welfare contrattuale, ad iniziare dalla assistenza sanitaria, e nuove risorse sono state ipotizzate anche sul tema produttività. Ma un contratto è frutto di uno scambio e soprattutto è frutto della capacità di utilizzare al meglio il fattore lavoro per evitare che i maggiori costi finiscano in tariffa. Per inciso i sistemi tariffari attuali riconoscono all'impresa solo l'inflazione reale, al netto dei recuperi di efficienza. E' questa la ragione di alcune proposte di revisione normativa avanzate, senza alcuna pregiudiziale. Proposte che non sono sicuramente vessatorie nei confronti di alcuno. Vi sono istituti, come alcune indennità, che appartengo ad un altro periodo dell'industria dei servizi e che non hanno più ragione di esistere. Mentre è nell'interesse di tutti costruire un sistema che incentivi l'apprendistato favorendo l'ingresso di giovani nel mondo del lavoro. Uno dei temi più difficili, quello delle garanzie ai lavoratori nel processi relativi alle gare gas, ha trovato una soluzione positiva d'intesa con il MISE e l'ANCI. E questo nonostante nessuno si sia mosso per rimuovere alcuni differenziali economici a scapito delle imprese a controllo pubblico che potrebbero influire negativamente in sede di offerta. Una soluzione, quella concordata, che prima entra nel contratto collettivo meglio è. Inveire contro una controparte descritta come aggressiva fuori dal tempo non aiuta a vedere il merito e a trovare soluzioni rapide. La porta della trattativa resta aperta, l'importante è lavorare a favore del servizio pubblico, contemperando gli interessi di tutti. Per parte datoriale senza alcuna differenza legata alla natura delle società e dell'azionista.