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27/02/2017 (Ansa) Idroelettrico, fondi di compensazione ambientali per i Comuni dalle centrali



Presentate le linee guida che garantiscono ai Comuni fondi di compensazione ambientale anche per le concessioni di medie centrali idroelettriche altoatesine. Con le nuove linee guida per i fondi di compensazione ambientale dovuti ai Comuni anche dalle concessionarie di medie centrali idroelettriche "abbiamo inaugurato una nuova era nella gestione idroelettrica dei nostri corsi d'acqua", ha sottolineato l'assessore all'ambiente e energia Richard Theiner presentando a Bolzano i nuovi criteri approvati una settimana fa dalla Giunta provinciale, che definiscono settori di intervento, modalità di pagamento e monitoraggio del loro corretto utilizzo. Finora i fondi erano dovuti dai concessionari solo per le grandi centrali idroelettriche (sopra i 3000 kW), ora si applicano anche alle domande di concessione per nuovi impianti di medie dimensioni con una potenza nominale media annua fra 220 kW e 3000 kW (anche nei casi di rinnovo di concessione). Più trasparenza nella procedura, una maggiore attenzione all'interesse pubblico e ambientale, un incremento dell'efficienza e un'adeguata contropartita per l'utilizzo delle derivazioni idroelettriche: così Theiner ha definito il nuovo sistema di finanziamento, "unico nell'arco alpino per la sua dimensione e l'attenzione agli aspetti ecologici." Le linee guida sono state elaborate dall'Agenzia provinciale per l'ambiente in accordo con il Consiglio dei Comuni e il Tavolo dell'energia . I fondi di compensazione per le centrali idroelettriche medie sono interamente destinati ai Comuni rivieraschi, che elaborano piani triennali specificando le misure da realizzare con i fondi. Se la centrale interessa più Comuni, i fondi vengono suddivisi secondo una ripartizione proposta dai Comuni stessi. I fondi per le grandi centrali spettano invece per due terzi ai Comuni e per un terzo alla Provincia, "ma restano riservati agli interventi ambientali nei Comuni e non confluiscono nel bilancio provinciale", ha detto Theiner. I fondi di compensazione possono essere utilizzati per diverse misure proposte dai Comuni a favore dell'ecosistema idrico e del paesaggio (con programmi d tutela di biotopi e di specie animali, miglioramento di sentieri e aree ricreative pubbliche), per migliorare la sostenibilità ambientale e sociale della fornitura di energia (ad esempio ampliamento della rete del teleriscaldamento, energia a prezzo ridotto per gli utenti allacciati alla rete dei Comuni rivieraschi). Inoltre i fondi - e questa è una novità significativa - possono finanziare misure di prevenzione delle calamità naturali (elaborazione e attuazione dei piani delle zone di pericolo, risanamenti di zone franose, progetti di rimboschimento, realizzazione di strutture centrali per la telecomunicazione). Tra i possibili interventi da realizzare utilizzando i fondi ambientali vi sono anche quelli mirati per ridurre il traffico motorizzato (come fermate di autobus e parcheggi per pendolari, carsharing e carpooling, mobilità elettrica, piste ciclabili e stazioni per noleggio bici) e misure per migliorare l'efficienza energetica e la tutela ambientale (risanamento degli edifici pubblici, riduzione dell'inquinamento luminoso, riduzione dell'utilizzo di combustibili fossili, risanamento di reti fognarie e depuratori, misure contro l'elettrosmog, isole ecologiche e centro di riciclaggio, recupero di aree minerarie e cave). "Le linee guida garantiscono che con le plusvalenze e gli introiti delle centrali idroelettriche vengano finanziati lo sviluppo sostenibile dei Comuni e i miglioramenti ambientali: questi fondi diventano un criterio nella gara per le concessioni e dall'interesse privato risulta quindi un interesse pubblico generale", ha ricordato il direttore dell'Appa Flavio Ruffini. Il direttore dell'Ufficio tutela acque Ernesto Scarperi ha precisato che i criteri riguardano circa 150 medie centrali e che a regime sono previsti per i Comuni introiti da fondi ambientali per 3,5 milioni di euro all'anno (35 euro pro kW). Sono esclusi dalle linee guida i fondi dovuti dalle grandi centrali idroelettriche, che li versano in base ai disciplinari di concessione per un totale di 15,6 milioni di euro all'anno (38 euro pro kW), a cui si aggiungono i 2,6 milioni annui dovuti dalle 3 centrali in concessione provvisoria (Brunico, Marlengo, Val di Vizze). I fondi sono composti da una quota fissa e da una variabile, calcolate in base alla media annua del prezzo dell' energia e all'effettiva produzione annua dell'impianto, e sono legati alla durata della concessione. Il piano delle misure viene predisposto da un comitato di centrale tramite un protocollo di intesa che è approvato dai Comuni, dal concessionario e dalla Giunta provinciale. I piani ambientali per il triennio 2017-19 sono in fase di elaborazione.