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27/07/2016 (Quindici) - ENERGIA ELETTRICA, TAR SOSPENDE AUMENTI BOLLETTE DI LUGLIO

Il Tar Lombardia ha sospeso nei giorni scorsi l’ultima delibera di aggiornamento trimestrale dei prezzi dell’energia elettrica ai clienti in maggior tutela disposta dall’Aeegsi, con relativo aumento del 4,3% dal 1° luglio. La decisione cautelare, che rinvia la questione a un udienza di merito del 15 settembre, è stata presa su ricorso del Codacons, considerato che sono ancora in corso gli approfondimenti sui comportamenti “anomali” degli operatori sul dispacciamento che hanno prodotto l’aumento. Per questo, secondo il Tar è necessario attendere di capire se si sia trattato di strategie legittime o no. Nel primo caso l’aumento potrà essere applicato ai consumatori in un secondo momento. Nelle more però, concludono i giudici, non è opportuno ribaltarlo subito sui clienti.
L’Autorità, sottolineando che la decisione del Tar è stata assunta senza ascoltarla, ritiene che sussistano i presupposti per proporre immediata istanza di revoca del decreto, in quanto si basa su un ricorso che presenta un’erronea rappresentazione degli elementi di fatto e di diritto.
“La decisione del Tar Lombardia, per la quale auspichiamo la revoca come richiesto dall’Autorità per l’energia, è l’occasione per sottolineare un problema sostanziale: nel nostro Paese fare industria è complicato, anche per un settore solido come quello dell'energia”. Così commenta il nuovo direttore generale di Utilitalia, Giordano Colarullo. “Le nostre imprese, dell’energia, dell’acqua, del gas e dei rifiuti, hanno bisogno di programmare i propri investimenti sul medio e lungo periodo - prosegue Colarullo - il sistema finanziario che sostiene questi investimenti, deve aver fiducia in questo comparto e non temere cambi di regole in corsa. Chiediamo che il sistema di regole sia abbastanza solido da non esser messo in discussione da nessun, seppur legittimo, intervento di parte”.
Per il Ministero dello Sviluppo economico, infine, la decisione del Tar conferma la necessità di fare al più presto chiarezza sui fatti e sui possibili comportamenti speculativi che hanno portato ad un aumento anomalo dei costi di dispacciamento negli ultimi mesi. Proprio per la gravità dell’accaduto, il Ministro Calenda aveva già richiesto elementi a Terna e all’Autorità per l’energia, sollecitando la conclusione nei tempi prestabiliti di 60 giorni del procedimento di indagine avviato dalla stessa Autorità il 24 giugno e l’adozione di meccanismi sanzionatori adeguati e direttamente proporzionati all’entità degli aumenti che dovessero eventualmente essere imputabili a comportamenti scorretti. Lo stesso Ministro aveva anche chiesto all’Autorità di rendere rapidamente operative le nuove regole sugli sbilanciamenti, in modo da risolvere alcune delle criticità verificatesi nell’ambito del dispacciamento. “Il governo segue con grande attenzione, nel pieno rispetto dei ruoli, questa vicenda - sottolinea una nota del Mise - con l’obiettivo prioritario di non far pagare costi impropri a cittadini e imprese”.


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