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26/07/2016 (Qel) - Sulla riforma delle partecipate via libera finale dal Parlamento

di Gianni Trovati

L'ultimo passaggio
Ora manca solo «l'adozione» finale in consiglio dei ministri del testo approvato in seconda lettura due settimane fa, che quindi non subirà modifiche ulteriori. La prima riunione utile a Palazzo Chigi è in programma già oggi, ma è più probabile che la riforma sbarchi nel consiglio dei ministri di settimana prossima dove sono attesi anche i decreti sul ruolo unico dei dirigenti pubblici, sui dirigenti sanitari e sulle camere di commercio.
Il ritorno in Parlamento del testo che ambisce a ridurre drasticamente il numero di società partecipate è dovuto proprio al lungo elenco di «condizioni» che le commissioni avevano posto nel corso della prima lettura, e che sono state accolte parzialmente dal governo. Le regole di gestione degli esuberi e quelle sulla responsabilità erariale degli amministratori, per esempio, sono state modificate, mentre le soglie di bilancio che dovrebbero "condannare" migliaia di società alla chiusura o all'alienazione sono rimaste inalterate.

Il Codice dell'amministrazione digitale
Sempre ieri è arrivato dal Senato il parere favorevole alla riforma del Codice dell'amministrazione digitale, altro tassello attuativo della delega sulla Pa. La Camera si pronuncerà invece la prossima settimana.