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6/06/2016 (MF) - Energia: ok Bruxelles ex-ante solo nel gas

Non è passata la proposta della Commissione europea di intervenire nella fase preliminare degli accordi tra i governi Ue e i governi dei paesi non Ue nel settore dell'energia. I ministri dell'energia, riuniti oggi a Lussemburgo, daranno il via libera a un compromesso che, al posto della valutazione rapida ex ante del progetto di accordo intergovernativo prima della firma da parte della Commissione, prevede l'informazione di Bruxelles prima dell'avvio dei negoziati su tutti gli accordi intergovernativi e sull'avanzamento delle discussioni. La valutazione ex ante del testo dell'accordo intergovernativo ci sarà solo per le intese nel settore del gas, sensibile per la sicurezza degli approvvigionamenti, e durerà al massimo 6 settimane più eventualmente altre sei.
I ministri responsabili dell'energia hanno raggiunto un compromesso che si basa su cinque principi. Il primo è che gli Stati terranno informata la Commissione fin dall'inizio delle discussioni con gli Stati terzi, cioè i produttori di energia. Il secondo riguarda, appunto, la valutazione preliminare per gli accordi sul gas, mentre il terzo indica che gli Stati possono chiedere la valutazione preliminare, cioè prima della firma, di altri accordi intergovernativi che non riguardano il gas. Il quarto principio indica che tutti gli accordi intergovernativi non legati al gas devono essere notificati a Bruxelles ex post, al momento della ratifica: la Commissione dovrà valutarli entro nove mesi al massimo. Infine: gli strumenti non vincolanti non dovranno essere notificati.
L'obiettivo, indica una fonte europea, è "rafforzare la trasparenza e la coerenza delle relazioni energetiche esterne della Ue con i paesi terzi e, nello stesso tempo, garantire che gli accordi sul gas con i fornitori siano confermi al diritto dell'Unione". Tema, quest'ultimo molto delicato come dimostra l'inchiesta antitrust contro Gazprom aperta più di un anno fa: secondo Bruxelles il colosso del gas russo ostacola la concorrenza sul mercato della fornitura di gas in Bulgaria, Repubblica ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Polonia e Slovacchia.
La Commissione aveva proposto di esaminare tutti gli accordi internazionali nel settore dell'energia prima della firma da parte degli Stati con la motivazione che se certe disposizioni dell'intesa intergovernativa si rivelassero incompatibili con il diritto dell'Unione, sarebbe "molto difficile se non impossibile" per uno Stato membro rinegoziare. Molti Stati, tra cui l'Italia, hanno indicato di non poter seguire integralmente un tale approccio. Come è noto il tema delle relazioni energetiche è un punto molto sensibile che chiama in causa la sovranità nazionale e le scelte strategiche nel settore energia.