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4/11/2016 (Ansa) - Alluvione Firenze: Mattarella, in luce fragilità territorio

"L'alluvione del 1966, a Firenze, rappresentò un evento eccezionale e inatteso nelle sue proporzioni, e mise in luce tutta la fragilità di un territorio profondamente segnato dall'opera dell'uomo, e interessato da un'estesa urbanizzazione". Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenendo alla cerimonia per il 50/mo anniversario dell'alluvione del 1966. L'alluvione di Firenze fu "l'evento più rovinoso di una tragica catena di inondazioni, dovute alle piogge incessanti che colpirono, in quei giorni, larga parte del territorio italiano, provocando tante vittime e danni ingentissimi nel Nord-Est e nel Centro-Italia", ha detto ancora il Capo dello Stato ricordando anche Venezia dove l'acqua alta "raggiunse il record, mai eguagliato, di 194 centimetri", e tutti gli altri comuni "centinaia" colpiti. Mattarella ha ricordato che in quei giorni "vi furono oltre 130 morti, quasi 400 feriti e almeno 78.000 tra sfollati e senzatetto", anche se proprio alla Toscana e a Firenze toccò "il bilancio più pesante: l'esondazione dell'Ombrone e dell'Arno causarono 47 morti, centinaia di feriti e 46 mila persone senza casa. Dei circa mille miliardi di lire di danni calcolati dalle autorità dell'epoca, il 40 per cento era imputabile allo straripamento dell'Arno in questa Città". Firenze divenne così "il simbolo doloroso dell'alluvione" anche perchè "il bilancio fu aggravato dalla perdita o dal grave danneggiamento di parte significativa del patrimonio artistico e culturale della città, da sempre considerata 'culla di civiltà'", ha concluso il Presidente.