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14/02/2020 - Il Gazzettino
A2a: «Nessun atto ostile ad Ascopiave, vogliamo dialogo su progetti industriali»

L' OPERAZIONE VENEZIA A2a tende il ramoscello d' ulivo. «L' acquisto di una quota in Ascopiave non era e non è un atto ostile, al contrario si inquadra nella prospettiva di un possibile dialogo finalizzato a proporre progetti industriali da condividere con i suoi azionisti», dichiara in serata l' Ad di A2a, Valerio Camerano (verso la riconferma), interpellato sugli attuali rapporti con la multiutility veneta. Due settimane fa A2a aveva rilevato il 4,1% di Ascopiave e quest' ultima aveva risposto, venerdì scorso, comprando il 3,67% di Acsm-Agam, multiutility lombarda controllata da A2a al 41%: una serie di mosse, dunque, che lasciava presagire uno scontro tra multiutility nel Nordest. «Il nostro interesse, peraltro già espresso in passato, è dialogare, proporre e costruire con Ascopiave, insieme ai nostri possibili partner veneti Agsm Verona e Aim Vicenza, ipotesi di sviluppo industriale congiunto che determinino mutui benefici, per esempio sulle reti gas - ha aggiunto Camerano -. Così come ritengo che gli azionisti di Acsm Agam sarebbero aperti a ricevere e valutare proposte da Ascopiave di creazione di valore per la propria societa». Insomma, il modello federale propugnato da A2a è flessibile e non è una trincea. Anche se le mosse non concordate delle scorse settimane non davano di certo l' impressione si essere amichevoli. Non per niente il presidente di Ascopiave Nicola Cecconato aveva dichiarato nei gironi scorsi: «Non siamo terra di conquista». CAMERANO CONFERMATO Valerio Camerano in ogni caso va verso la conferma ad amministratore delegato di A2a, mentre Giovanni Valotti non dovrebbe essere ricandidato alla presidenza della multiutility, dopo due mandati in cui, insieme all' Ad, ha contribuito a far crescere l' azienda, a rilanciare il titolo in Borsa e a imprimere la cultura della sostenibilità nel suo dna. Questo l' orientamento che, secondo quanto riferito in ambienti politici, sta maturando all' interno dei Comuni di Milano e di Brescia, che insieme stanno predisponendo la lista per il rinnovo del cda della più grande ex municipalizzata italiana, di cui sono azionisti di controllo. Per la presidenza circolano i nomi del consigliere di A2A, Enrico Corali, e della vicepresidente, Stefania Bariatti. Ma non si esclude neppure un innesto dall' esterno. Il sindaco di Brescia Emilio Del Bono, primo socio di A2a insieme con Milano, si è schierato a favore della politica della multiutility: «A2a ha fatto un cammino importantissimo, ha consolidato tutta la Lombardia, dove oggi è presente in tutte le province eccetto Mantova. Ora sta facendo una operazione corretta, in modo intelligente e collaborativo e non dominante con le società presenti in Veneto. Dobbiamo andare in quella direzione, verso Verona, Vicenza, Padova, Treviso e guardare anche al Trentino che è un territorio molto simile a noi e congeniale allo sviluppo di A2A». © RIPRODUZIONE RISERVATA.