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02/12/2019 - Il Giorno
Ecco il Cnel dalle sette vite Ogni anno brucia ancora milioni

La storia
ROMA Pur di salvarsi, il Cnel, il Consiglio nazionale dell' economia e del lavoro, aveva tentato l' autoriforma. Bocciata per incostituzionalità. Poi, aveva cercato di rilanciarsi trasformandosi nel comitato europeo che «analizza e valuta la produttività e la competitività del sistema-Paese». Nonostante i suoi sforzi, non è riuscito a scrollarsi di dosso il bollino rosso dell' ente più inutile della lunga storia dell' Italia sprecona. Ci aveva provato, nel 2014, l' allora rottamatore, Matteo Renzi, a cancellarlo del tutto. Poi il suo destino si è incrociato con il referendum costituzionale del dicembre 2016, che ha mandato a picco il governo Renzi e ha, invece, miracolosamente salvato il Cnel. Con buona pace del suo attuale presidente, Tiziano Treu, che aveva firmato addirittura una petizione per abolirlo. Acqua passata. Resta il fatto che i 64 consiglieri, entrati in carica nel giugno del 2018 (senza le indennità del passato), continuano ad avere il loro strapuntino a Villa Lubin, ai piedi di Villa Borghese. Dalla sua nascita, nel 1957, ad oggi il Cnel è costato ai contribuenti quasi un miliardo di euro. Fino a qualche anno bruciava 20 milioni di euro all' anno fra stipendi e consulenze. Nel bilancio 2018 i costi di esercizio si sono ridotti a 8 milioni. a. t. © RIPRODUZIONE RISERVATA.