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11/02/2019 - L'Economia del Corriere della Sera (ed. Mezzogiorno)
Energia, acqua e rifiuti Sprofondo Mezzogiorno

Svimez sulle utilities: con un miliardo investito verrebbero creati 11 mila posti di lavoro
Anche energia, acqua e raccolta rifiuti contribuiscono a fare la differenza tra il Mezzogiorno e il Centro-Nord. Non si tratta, infatti, solo di servizi al cittadino e alle imprese, di qualità degli stessi e di virtuosità dei comportamenti, ma anche di sviluppo del territorio e di posti di lavoro. Svimez, che ha condotto un' analisi sulle utilities per conto di Utilitalia ha concluso che «se si realizzasse un miliardo di euro di investimenti aggiuntivi all' interno di tre comparti di rilevante importanza nel settore delle utilities, equivalente al doppio di quanto effettivamente realizzato nel 2016, questo genererebbe un incremento di produzione permanente nelle otto regioni del Sud di quasi 900 milioni di euro, con un Pil aggiuntivo di poco più di mezzo miliardo e oltre 11.000 posti di lavoro in più». Svimez, guardando nel lungo periodo, stima che con altri 5 miliardi di investimento si determinerebbero effetti più che proporzionali rispetto a quelli prodotti con l' investimento di un solo miliardo, riducendo significativamente il gap con il Centro-Nord. Dallo studio, dunque, emerge che nel 2016 la produzione dei servizi di pubblica utilità delle 245 aziende partecipate dagli enti territoriali con sede legale nel Sud è stata più esigua di quella delle imprese del resto d' Italia, sostanzialmente perché nel Mezzogiorno sono insufficienti e sottodimensionate. Ne consegue che la produzione per abitante dei servizi di pubblica utilità al Sud è di circa 201 euro, mentre è di 972 euro nel resto del Paese. Quanto agli investimenti il divario è eclatante: 22 euro contro 124. Ma come si sa il Mezzogiorno non è omogeneo: in Puglia sono stati investiti oltre 44,6 euro per abitante, in Sicilia 18,1, in Campania, 13,1, quindi 8,9 in Basilicata e 3 miserrimi euro in Sicilia. Ma ciò che colpisce e di cui nessuno parla è che a disposizione ci sarebbero 60 miliardi del Fondo sviluppo e coesione da spendere per le utilities da qui al 2025, una somma enorme che non viene utilizzata per «carenza di progetti e capacità organizzativa», ha denunciato il direttore di Svimez Luca Bianchi nel corso del convegno barese. Ciò detto, l' Associazione per lo sviluppo dell' industria nel Mezzogiorno ha registrato anche che le utilities del Mezzogiorno, pur attivando in media l' 1,14% del Pil regionale, ne disperdono una parte al di fuori dei loro territori, dispersione a volte elevata e indirizzata verso il Centro-Nord, a dimostrare, come ricorda Svimez, la stretta interdipendenza dell' economia centro-settentrionale con quella meridionale. Se ciò non bastasse c' è un altro dato non incoraggiante: oltre il 45% della spesa per investimenti delle aziende meridionali del settore è rivolta a beni e servizi prodotti solamente nel Centro-Nord, percentuale che supera il 50% in Sardegna e Calabria. Ma ancora una volta, conclude la ricerca, «la capacità di trattenere all' interno dei confini regionali una quota maggiore o minore è influenzata anche dalla gestione operativa delle aziende, migliore nelle regioni del Centro-Nord rispetto a quelle del Sud».

Rosanna Lampugnani