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19/07/2019 - Il Messaggero
Autonomia, su scuola e risorse niente intesa Palazzo Chigi prova a smussare le posizioni

IL PROGETTO ROMA Sull' autonomia si va verso un' altra fumata nera. L' esito è quasi scontato. Al vertice politico di oggi convocato dal premier Giuseppe Conte, Matteo Salvini ha fatto sapere che non sarà presente. Segno evidente che le posizioni sono ancora distanti. Una distanza, tra l' altro, allargata dai venti di crisi che soffiano sul governo. Ieri Conte ha provato comunque a riannodare i fili del progetto caro alla Lega. Prima ha visto il ministro dell' istruzione Marco Bussetti insieme alla titolare del dossier, il ministro per gli Affari regionali Erika Stefani. Subito dopo, il presidente del Consiglio ha chiamato a Palazzo Chigi i tecnici del ministero dell' Economia guidati, in assenza del ministro Giovanni Tria impegnato all' estero per il G7, dal capo di gabinetto Luigi Carbone. Gli interlocutori non sono stati scelti a caso. La scuola e le risorse finanziarie per il finanziamento delle funzioni richieste dalle tre Regioni sono i due nodi cruciali da sciogliere. Nell' ultimo vertice, quello dell' 11 luglio, il Movimento Cinque Stelle aveva fatto saltare il confronto sostenendo che, durante l' incontro, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, avesse proposto di inserire all' interno delle intese delle gabbie salariali per i professori. Insomma, Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna avrebbero avuto la possibilità di pagare di più i loro insegnanti rispetto alle altre Regioni. Non solo. le bozze d' intesa contengono anche la richiesta di «regionalizzare» i ruoli, ossia trasferire, anche se su base volontaria, docenti e personale amministrativo dallo Stato alle dipendenze dirette degli assessorati regionali. Un' intenzione contro la quale i grillini hanno alzato barricate altissime, portando a sostegno del loro «no», anche una sentenza della Corte Costituzionale redatta da Sergio Mattarella quando era giudice Costituzionale. LE IPOTESI Anche l' incontro con i tecnici del Tesoro non avrebbe prodotto sostanziali passi avanti. In assenza di un accordo politico resta difficile ipotizzare le soluzioni tecniche. Anche qui le distanze restano enormi. Il Movimento chiede l' introduzione di un fondo di perequazione per le Regioni del Sud. Un fondo che dovrebbe essere alimentato dal gettito tributario extra che maturato in Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna sulle quote di imposte trasferite dallo Stato. La Lega è fortemente contraria. Luca Zaia e Attilio Fontana, i governatori delle due Regioni interessate, hanno fatto sapere che nel caso fosse introdotto questo fono, loro non firmerebbero le intese. Il Tesoro avrebbe messo sul tavolo un compromesso per redistribuire i fondi solo oltre una certa soglia, e comunque non solo alle Regioni meridionali ma a tutte. Comprese Veneto e Lombardia. Ma è una soluzione senza ancora un via libera politico. A. Bas. © RIPRODUZIONE RISERVATA.