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09/11/2018 - La Stampa
Anas, Lega favorita per il dopo Armani In cantiere 33 miliardi di investimenti

Il ministro delle Infrastrutture Toninelli assicura: "La decisione arriverà la prossima settimana"
La poltrona che ha liberato l' amministratore delegato dell' Anas Gianni Vittorio Armani con le sue dimissioni di mercoledì sera è pesantissima. Vale infatti ben 33 miliardi di investimenti di qui ai prossimi anni. L' Azienda strade, passata l' anno scorso sotto il controllo delle Fs, e a breve di nuovo scorporata per volere del governo giallo-verde, è infatti la prima stazione appaltante del Paese e nel Cencelli dei palazzi di potere pesa come un ministero se non di più. Il solo contratto di programma 2016-2020, che di fatto è entrato in vigore solo inizio di quest' anno col lancio di 51 nuovi bandi per un importo superiore al miliardo di euro, assegna all' Anas il compito di mettere in cantiere ben 23,4 miliardi di nuovi investimenti a partire da 10,4 miliardi di manutenzione straordinaria ed opere di messa in sicurezza delle strade, 8,4 miliardi per il completamento dei cantieri avviati negli anni scorsi ed altri 4 di nuove opere. Una pioggia di soldi destinata innanzitutto al Mezzogiorno, dove finisce il 56% dei fondi (12,9 miliardi di euro), mentre il 24% va al Centro ed il 19% al Nord. Il rinnovo del cda Il nuovo cda dell' Anas dovrebbe essere nominato a tamburo battente, per evitare di mandare in stallo un' azienda tanto strategica. E non a caso ieri il presidente dell' Ance Gabriele Buia si è appellato al governo perché «la decisione maturi in fretta», sperando «che nel frattempo la società non subisca un blocco che penalizzi i tanti progetti attivati». A proporre i nuovi nomi per il cda, formalmente, dovrà essere l' ad delle Ferrovie Gianfranco Battisti azionista al 100% di Anas. Ma ovviamente a decidere sarà il governo, il ministro delle Infrastrutture e quello dell' Economia. Il toto nomine ha già assegnato questa casella alla Lega e questa mossa potrebbe servire a sbrogliare la partita complessiva che va dalla Consob all' Antitrust sino ai nuovi vertici dei Servizi. «Certamente è molto importante il nuovo nome, perché deve accompagnare il mio ministero e il Mef nel distaccamento di Anas da Fs - ha spiegato ieri Toninelli dai microfoni di Radio Anch' io -. La decisione arriverà presumibilmente nella prossima settimana: non ho fretta del nome, ho più fretta nel fare un' operazione corretta che tenga i bilanci solidi di Fs e di Anas e di far partire una nuova stagione». Più abbottonato del solito il suo vice, il leghista Edoardo Rixi, che ieri ha espresso sorpresa per i tempi così rapidi delle dimissioni di Armani. Nomi in vista? La situazione appare come sempre molto fluida. «Ovviamente - segnala Rixi - si valuteranno profili adeguati». Il nuovo ad dell' Anas, del resto, avrà un compito tutt' altro che facile. Si tratta infatti di smontare la fusione con le Fs facendo in modo, da un lato, di evitare contraccolpi sul debito pubblico e dall' altro di mantenere la società fuori dal perimetro della Pubblica amministrazione. La soluzione ideata dal governo Renzi, e poi concretizzata da Gentiloni, erano le nozze con le Ferrovie. Matrimonio che il governo gialloverde ha da subito contestato e che ora si appresta a sciogliere. Adesso si innesta la retromarcia ma una soluzione tecnica non è stata ancora individuata: si parla di conferire Anas a Cdp, ma anche a Fincantieri. Ma non è nemmeno escluso che vengano rispolverate soluzioni valutate (e poi scartate) in passato, a partire dal progetto di attribuire all' Anas dei pedaggi virtuali, stornando una quota delle accise della benzina in modo tale da assicurarle entrate stabili e piena autonomia finanziaria. «Si sta lavorando nei miei uffici da settimane per far tornare Anas a gestire da sola le strade a costruirle a progettarle e manutenerle in sicurezza» ha dichiarato ieri Toninelli. Il nodo del contenzioso Spaventa però il macigno del contenzioso frutto dell' eredità del passato, che la gestione Armani però nel frattempo ha ridotto da 10 a 9 miliardi di euro e coperto con 1,8 miliardi accantonati nel «fondo rischi e oneri». Per l' ad uscente una cifra più che sufficiente per far fronte a tutto il contenzioso in essere, visto che negli ultimi 2 anni a fronte di 2,1 di richieste Anas ha sborsato appena 200 milioni di euro ma che un eventuale nuovo azionista dovrà soppesare con particolare attenzione . BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

PAOLO BARONI