AREA COMUNICAZIONE

Rassegna stampa

in collaborazione con P. Review

Torna alla rassegna
14/06/2018 - Libero
Il legale voluto da Grillo trascina la Raggi nei guai

Campidoglio in subbuglio, Di Maio chiama i probiviri
L' indagine affonda Lanzalone, l' avvocato mandato dai capi cinquestelle a vigilare sulla trasparenza. Inquisiti gli uomini vicini al sindaco, che però non si dimette
BRUNELLA BOLLOLI Avevano detto no alle Olimpiadi per evitare «inutili colate di cemento», spreco di denaro pubblico, e rischi di corruzione durante i lavori. Ma sul nuovo stadio della Roma, dopo un tira e molla durato mesi, finti referendum tra gli attivisti e bozze di progetto rispediti al mittente, l' amministrazione di Virginia Raggi alla fine ha detto sì: ok, faremo il nuovo stadio della Roma. A far superare i veti degli ambientalisti grillini più ortodossi c' erano voluti i sondaggi, che almeno tra i romanisti davano i Cinquestelle in calo, ma soprattutto l' entrata in scena di un personaggio considerato senza macchia e al di sopra di ogni sospetto: Luca Lanzalone, classe 1969, avvocato nato a Genova con studio tra i più noti della città, mandato a Roma nientemeno che da Beppe Grillo e Davide Casaleggio. Esperto di società partecipate, dopo avere affrontato la grana dei rifiuti a Livorno (per cui il sindaco Nogarin era stato indagato), il legale è arrivato a Roma come garanzia di trasparenza, il salvatore del Campidoglio pentastellato già tramortito da precedenti inchieste (ricorderete il caso di Raffaele Marra, le polizze di Romeo intestate alla Raggi, gli assessori nominati e revocati nel giro di 24 ore, la chat dei 4 amici al bar). Presente per la prima volta nello studio della sindaca ad agosto 2016, quando le ha consegnato la lista dei candidati per la poltrona di direttore generale dell' Ama, Lanzalone già solo per il fatto di essere uomo di Legge, in più vicino al fondatore e benvisto da Alfonso Bonafede, l' attuale ministro della Giustizia molto ascoltato da Luigi Di Maio, era sembrato agli occhi della galassia grillina l' uomo giusto al momento giusto tanto più che Grillo e Casaleggio non sapevano davvero dove sbattere la testa di fronte a una Capitale in grave difficoltà. Avevano bisogno di un personaggio che mettesse a tacere le opposizioni. «Se Virginia non ce la fa, mandiamo giù Luca». E così è stato. MISTER WOLF Il « tecnico prestato alla politica» è entrato subito nelle grazie di Di Maio e si è posto come una sorta di eminenza grigia dei Cinquestelle, uno avvezzo a studiare tutte le clausole dei contratti, con un curriculum da risolutore di situazioni ingarbugliate. Non a caso Luca Parnasi nelle intercettazioni lo chiama «Mister Wolf» come il personaggio di Pulp Fiction che arriva sulla scena di una carneficina e non si scompone («Sono Wolf, risolvo problemi»), perfetto, quindi, per mettere un punto sulla telenovela dello stadio della Roma e trattare la riduzione delle odiate cubature. Lanzalone è l' advisor del progetto per il Campidoglio, il consulente che deve verificare che tutto si svolta secondo i desiderata grillini, ma diventa così amico di Parnasi che i due vengono spesso intercettati insieme e le loro conversazioni sono agli atti dell' inchiesta "Rinascimento", che ha scoperchiato il sistema di favori, mazzette, consulenze fittizie attorno alla realizzazione dello stadio. Parnasi, secondo l' accusa, finanziava tutti pur di ottenere lavori: destra, sinistra e grillini paladini della moralità. Il paradosso è che Lanzalone, che avrebbe dovuto vigilare sulla trasparenza del mega impianto di Tor di Valle, è ora ai domiciliari. Il mediatore provvidenziale per Roma, il professionista scelto da Raggi per il vertice di Acea si dovrà ora dimettere. Ma Lanzalone non è il solo grillino colpito dall' indagine. C' è anche il capogruppo in Campidoglio, Paolo Ferrara, recordman di preferenze a Ostia, vicino alla consigliera regionale Roberta Lombardi, che giura di avere visto Parnasi una sola volta in vita sua. Ferrara, invece, si è autosospeso, mentre il capo politico Di Maio ha fatto sapere di avere attivato i probiviri del Movimento perché «chi sbaglia paga». Poi c' è Daniele Piva, avvocato e candidato non eletto alla Camera, campione di moralità che invece, dalle carte, non disdegnava i quattrini di Parnasi. A lui è contestata la compilatura di una fattura da 16mila euro per lavori mai eseguiti. Indagato anche l' assessore allo Sport del municipio X Giampaolo Gola, a cui sono state subito revocate le deleghe. CRITICHE A BONAFEDE Il ministro Toninelli si è detto «preoccupato» e tra gli ortodossi è partito l' attacco a Bonafede. In quanto alla Raggi, di dimissioni non se ne parla. L' unica consolazione per il M5S è che nell' inchiesta sono finiti anche un consigliere regionale di Forza Italia e un nome di spicco del Pd del Lazio. Ma nessuno di loro gridava fuori dal Parlamento: «Onestà, onestà». riproduzione riservata Paolo Ferrara, capogruppo di M5S in Comune e Daniele Piva, avvocato indagato Paolo Ferrara, capogruppo di M5S in Comune e Daniele Piva, avvocato indagato.