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in collaborazione con P. Review

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09/11/2018 - Giornale di Brescia
Utilitalia: «L' acqua sarà sempre pubblica Ma servono risorse per garantire qualità»

Verso il referendum provinciale del 18 novembre
La federazione delle utility: «Ci sia visione industriale» Col «sì» A2A esclusa, rischio indennizzi per 300 milioni
Davide Bacca d.bacca@giornaledibrescia.it a «L' acqua è e resterà sempre pubblica, perché questo dice la legge». Ma per essere prelevata dalla fonte, portata in casa e depurata servono continui investimenti. Non conta tanto il tipo di governance, pubblica, privata o mista, ma la «gestione deve essere di tipo industriale». Parola di Utilitalia, la federazione che riunisce 450 imprese di servizi pubblici (acqua, ambiente, energia, gas), che ha elaborato un corposo dossier sul servizio idrico in Italia, quale «contributo per la contestualizzazione della realtà bresciana». Un' iniziativa «scientifica» in vista del referendum del 18 novembre, quando i bresciani saranno chiamati a dire la loro sulla natura del gestore del servizio idrico: potrà avere un partner privato o dovrà essere interamente pubblico? Servizio idrico. «L' acqua per legge fa parte del patrimonio indi sponibile dello Stato». Per definizione è dunque pubblica, spiegano da Utilitalia. La sua gestione (acquedotto, fognatura, depurazione) viene però affidata in concessione attraverso tre forme parimenti valide: a privati (tramite gara), a società miste pubblico -private (il cui socio privato è scelto con gara) o «in house» a società interamente pubbliche. Nessun gestore è proprietario del servizio, ma lo gestisce per tot anni. A garantire il controllo pubblico, qualunque formula di governance si scelga, sono Arera, autorità nazionale, ed Ega, exAato, autorità locale. Sono le due autorità a decidere il «prezzo» dell' acqua e gli investimenti necessari per garantire qualità ed efficienza del sistema. Le due cose sono per altro correlate: di fronte alle possibili multe europee per la mancata depurazione (64 le infrazioni aperte nel Bresciano) servono ingenti lavori ripagati dalla tariffa. In Italia sono necessari investimenti per 60 miliardi. Nella nostra provincia 1,5 miliardi da qui al 2045. L' assetto attuale. Oggi il servizio idrico bresciano è così organizzato: Acque Bresciane gestisce 88 comuni, A2A Ciclo Idrico 74, Asvt 15 eil resto direttamente i Comuni, soprattutto in Valcamonica. Acque Bresciane è il «gestore unico» nato nel 2016. Finora ha aggregato le aziende pubbliche (Aob2, Sirmione Servizi, Garda Uno). Ma pian piano prenderà in carico la gestione di tutti i 205 Comuni. Nel 2015 la scelta della Provincia di Brescia, con parere favorevole della conferenza dei sindaci dell' Ato, fu dar vita a un gestore unico «misto». Entro il 31 dicembre 2018 andava fatta una gara (ora congelata) per individuare un partner industriale privato, con quota tra il 40 e il 49%. Il referendum vuole proprio bloccare questa operazione, in modo che Acque Bresciane resti totalmente pubblica. Secondo Utilitalia il quesito è però una «semplificazione» di una questione «complessa». Investimenti. A prescindere dalla natura societaria, per Utilitalia la differenza la fa la «gestione industriale» del servizio. Solo una società con dimensioni di scala può assicurare gli investimenti necessari ad evitare le multe Ue. «A2A Ciclo Idrico nel 2016 con un investimento di 25 milioni di euro -rimarcala federazione- è stata la società che in Italia ha registrato il valore più alto di investimento pro capite, 42 euro l' anno per abitante». Cifra che nel 2018 salirà a 66 euro per abitante. Gli investimenti, abbiamo detto, vengono ripagati dalla tariffa. «Mail gestore deve avere capacità d' indebitamento per anticipare le somme» e strappare tassi migliori alle banche. E gli eventuali utili? Prezzo e investimenti sono decisi dalle autorità, ribadisce Utilitalia, gli utili sono il frutto di efficienze di gestione e «economie di scala». A2A fuori. Resta che se passerà il «sì» e Provincia e sindaci vireranno sulla gestione totalmente pubblica, allo scadere delle concessioni Asvt e A2A dovranno lasciare la gestione del servizio idrico (le date van nodal 2019 al 2034). Pur essendo controllata dai Comuni di Brescia e Milano A2A è infatti una società privata e come tale non potrà occuparsi dell' acqua bresciana. Il cambio non prevede costi, ma il gestore che subentra (Acque Bresciane) dovrà riconoscere ad A2A gli investimenti sostenuti e non ancora ripagati con la tariffa. Una cifra che oscilla tra i 280 e i 350 milioni di euro. Soldi che dovranno uscire dalla fiscalità generale. Vale a dire le nostre tasse. // Quando. Il referendum provinciale sull' acqua si terrà il 18 novembre. Si potrà votare dalle 8 alle 22. Dove. L' elettore deve presentarsi al seggio indicato nella propria tessera elettorale munito di un documento di riconoscimento. Come. Sulla scheda bisognerà tracciare un segno su «Sì» o «No» rispetto al seguente quesito: «Volete voi che il gestore unico del Servizio Idrico Integrato per il territorio provinciale di Brescia rimanga integralmente in mano pubblica, senza mai concedere la possibilità di partecipazione da parte di soggetti privati?». Validità. Il referendum è consultivo. Il suo esito non è dunque vincolante e non è previsto alcun quorum.