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17/10/2020 - LA REPUBBLICA (ED. FIRENZE)
"Vola via il cervello di Toscana Energia" Protesta del sindacato, verso lo sciopero

Italgas, nuovo socio di maggioranza, ha deciso di spostare al proprio interno funzioni strategiche. " I municipi difendano il territorio"
di Maurizio Bologni Lo strappo temuto si è consumato. Il cervello decisionale di Toscana Energia, la società da 141 milioni di fatturato che gestisce la rete di distribuzione del gas, fa un passo verso il trasloco a Torino o Milano, sedi centrali di Italgas, il gigante con primo azionista Cdp (26,05%) che da pochi mesi ha tolto il controllo della società toscana ai Comuni del territorio. In gioco c' è la qualità del servizio ai cittadini e il lavoro di una parte dei 440 dipendenti diretti e di una vasta fetta dell' indotto. Questo, appena sintetizzato, è il quadro a tinte fosche che dipingono i sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil dopo la decisione di Italgas di traslocare sotto la propria gestione diretta alcune strategiche funzioni di staff finora in capo a Toscana Energia, e con queste i primi 51 dipendenti che le svolgono. Piccola cosa? «Ma quale piccola cosa, in questo modo si portano via a Toscana Energia funzioni di bilancio e finanza, di appalto, controllo della gestione e cura dei rapporti con i fornitori che rischiano di essere sempre meno toscani », protesta il sindacato che a fine mese chiamerà ad un clamoroso sciopero i 440 lavoratori di Toscana Energia. La proclamazione della protesta (che probabilmente si svolgerà il 28 ottobre) dovrebbe arrivare oggi, a meno che il prefetto, di fronte al quale è stata avviata la procedura sindacale di raffreddamento necessaria per i lavoratori di questo settore, non convochi le parti. Originariamente a capitale misto, con la maggioranza in testa ad un esercito di Comuni toscani grandi e piccoli, soprattutto fiorentini e pisani tra cui i due capoluoghi di provincia, e con partner industriale Italgas, un anno fa Toscana Energia ha subito il ribaltone nell' assetto societario. Italgas, dopo aver deciso di scalarne il controllo, nella primavera 2018 ha iniziato la caccia a quel 3% scarso di azioni necessarie a portarla sopra il 50% nella società toscana. E ha puntato i piccoli Comuni azionisti, tendenzialmente disposti ad incassare qualche milione di euro in cambio di poche azioni. Male, a Italgas, è andata la battuta di caccia a cavallo tra Pistoiese, Lucchesia e Pisano dove Publiservizi ha bandito la gara di cessione delle azioni per conto di piccoli Comuni su una base d' asta di 70 milioni di euro, così stimato da Deloitte un mini pacchetto d' azioni che avrebbero però consegnato il controllo della società toscana a Italgas. Che ha fatto maramao, offerto 15 milioni e girato le spalle per ricominciare la caccia presso azionisti meno esigenti. Li ha trovati in Mps e altri cinque Comuni, Bientina, Buti, Calcinaia, Casciana Terme Lari e Palaia, che insieme hanno ceduto a sconto per 13,7 milioni di euro quel 2,56% sufficiente ad Italgas per superare di poco il 50% e comandare in Toscana Energia. Meno di un anno fa, sotto traccia, il closing dell' accordo di privatizzazione contestato dal sindacato. Cgil, Cisl e Uil di categoria avrebbero gradito che i Comuni più grandi esercitassero la prelazione su quelle azioni e Toscana Energia non perdesse il connotato di società a maggioranza pubblica. A poco valsero le rassicurazioni del Comune di Firenze, che sosteneva di poter blindare la governance pubblica su Toscana Energia attraverso una modifica statutaria concordata con il nuovo socio di maggioranza. « Quello che sta succedendo in queste ore è la prova che la blindatura dello statuto era solo di facciata » , attacca il sindacato. Cgil, Cisl e Uil ce l' hanno con Italgas, da cui sono riusciti ad ottenere che i 51 lavoratori non vengano per ora trasferiti ma solo comandati nella nuova società e rimangano in Toscana. Ma nel mirino hanno soprattutto i Comuni a cui rimproverano di aver mollato per pochi spiccioli il controllo di Toscana Energia e a cui hanno scritto un lettera di fuoco. « È con rammarico - vi si legge - che segnaliamo come si stiano realizzando quei rischi di svuotamento di attività e possibile perdita occupazionale ripetutamente evidenziati dai sindacati e dai lavoratori di Toscana Energia. I sindacati hanno immediatamente manifestato la propria contrarietà e la forte preoccupazione, che crediamo possa essere condivisa dalle comunità che rappresentate, per l' impoverimento di un importante soggetto imprenditoriale locale e per la diminuzione, nel medio periodo, delle prospettive occupazionali sul territorio toscano nonché per la possibile riduzione dei diritti di un numero considerevole di lavoratrici e lavoratori » . © RIPRODUZIONE RISERVATA In gioco c' è la qualità del servizio ai cittadini e il lavoro di una parte dei 440 dipendenti e di una vasta fetta dell' indotto Si attende la mediazione del prefetto k La privatizzazione I sindacati rimproverano di non aver impedito la privatizzazione di Toscana Energia un anno fa quando Italgas ha conquistato la maggioranza.