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14/01/2020 - Il Giornale Di Vicenza
Aim, alleanza a tre «senza svendere» Ma FdI tira il freno

CONSIGLIO COMUNALE. Dubbi in maggioranza sulla grande multiutility
L' aggregazione lombardoveneta con Agsm e A2a fa passi avanti, ma il centrodestra non è compatto Il capogruppo leghista Pellizzari: «Già tutto deciso»
È una questione di carte, documenti e cartelli. Ci sono gli A3 stampati dai rappresentanti dell' opposizione che si presentano in sala Bernarda con la scritta "Aim è dei vicentini". E c' è la replica dell' amministratore unico Gianfranco Vivian: «Concordo. È dei vicentini, non è mia e non è dei consiglieri. Lo dico chiaro e tondo: non stiamo svendendo Aim». Ci sono poi i fogli che vengono presentati sempre dalla minoranza: sette ordini del giorno che, però, trovano un solo accoglimento. E c' è un altro foglio che sarebbe dovuto arrivare sui banchi del Consiglio su proposta della maggioranza. Sarebbe, appunto. Perché in realtà quel documento che dava alcune linee guida per lo sviluppo e la crescita di Aim con Agsm (e A2a), una volta abbozzato, non è stato presentato. Il motivo? La frenata di Fratelli d' Italia che in aula chiede «ulteriori approfondimenti», ma che dietro le quinte si sarebbe messa di traverso, minacciando di far cadere il numero legale. Segno che, sì, il percorso per la nascita della nuova multiutility del Veneto sembra tracciato, ma che la coalizione che sostiene il sindaco Rucco è in piena bagarre politica.Ma si parte dal percorso tracciato per Aim. Lo indica Vivian: «Si è aperto un tavolo per verificare la possibilità dell' aggregazione con A2a, tenendo conto che non siamo solo noi, ma che c' è anche Agsm. Non ci mettiamo in vendita, ma andiamo sul mercato». «L' azienda - prosegue - dovrà avere la presenza preponderante dei soci pubblici: saranno sempre quelli che comanderanno questa società. È il punto fondamentale per proseguire le trattative». Per quanto riguarda «l' infungibilità» di A2a «non si tratta di spianare la strada per l' azione in Veneto, ma, anzi, si pone una condizione: la nuova società avrà l' esclusiva nel fare nuove operazioni nel Triveneto. Non ci potrà essere nessuno che ci scavalca e che va a prendersi gare a Belluno, Pordenone o Trieste».L' opposizione, però, non ci sta. Otello Dalla Rosa parla di «autostrada per A2a, che entra in Veneto attraverso la porta principale e pagando un prezzo modesto. Il principio dell' infungibilità è una forzatura, deprime il valore di Aim: non si può fare un vestito per A2a. Non facciamoci abbagliare la vista da previsioni a lungo termine che consentono di cedere il controllo della nostra azienda, di non incassare un euro dalla cessione e di non sfruttare la gara che consentirebbe di massimizzare il rendimento dell' operazione». «Vicenza è dei vicentini non è uno slogan - rincara Raffaele Colombara (Quartieri al centro) - ma un valore». Giovanni Selmo (Da adesso in poi) ammette di «non capire il perché di questa fretta». «La nostra valutazione è assolutamente negativa», ribadisce Ennio Tosetto (Vinova). «Speravo che almeno potessimo condividere gli obiettivi», aggiunge Ciro Asproso (Coalizione civica).E nemmeno, a quanto pare, sono condivisi in maggioranza. Lo conferma FdI: «Aim - interviene Roberto d' Amore - è l' ultimo baluardo che ci rimane. Abbiamo sentito che non si convola più a nozze, ma ci sarà un triangolo, che non avevamo considerato. Ci sarà una balena, che è A2a, e ci saranno i delfini: Aim e Agsm. La governance è fondamentale; vogliamo che Vicenza sia centrale e strategica, che non sia subordinata. Vogliamo essere vigili: questa aggregazione a tre ha bisogno di un ulteriore approfondimento. Aim è un patrimonio che non va disperso». A rincarare la dose è Andrea Pellizzari, capogruppo della Lega. «Il consiglio sarebbe chiamato per prendere decisioni, ma la sensazione è che sia già tutto deciso. E noi siamo chiamati solo per prenderne atto». In casa Lega, però, non tutti la pensano così. «Ero scettico - afferma Matteo Reginato - ma ora sono a favore, perché ho capito che le decisioni saranno prese anche qui a San Biagio». «Dire che il vestito è stato fatto su misura per A2a - aggiunge Alessandra Lolli (Idea Vicenza) - è mettere in discussione la buonafede degli advisor». «L' operazione di questa amministrazione - replica Marco Zocca (Forza Italia) - nasce dalla fusione Aim-Agsm, che è una vostra operazione. Si è aggiunto un elemento chiave: Hera e Ascopiave hanno scombinato il mercato. E Asco ha detto chiaramente che non era interessata alla nostra proposta». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

NICOLA NEGRIN