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21/11/2020 - ITALIA OGGI
Engie, stop a investimenti nel nucleare in Belgio

Il paese uscirà dal settore nel 2025
Engie, il colosso francese dell' energia, ha deciso di non investire più nel nucleare in Belgio e questo potrebbe contribuire a realizzare l' uscita del Paese dal settore che oggi dà lavoro a circa 7 mila persone. Peraltro, già nel 2003 il governo belga aveva deciso di abbandonare il nucleare: l' ufficialità è arrivata nel 2014 fissando la data a dicembre 2025 con un costo previsto di circa 14,8 miliardi di euro (ma potrebbe essere molto di più, arrivando a 36 mld) per lo smantellamento delle centrali e la gestione delle scorie nucleari. Tuttavia, la partita resta ancora aperta, nonostante tutto. I verdi, che ora fanno parte della coalizione di governo, hanno accettato un compromesso e hanno dichiarato che nessuna decisione definitiva sarà adottata prima della fine del 2021. Dunque, non è detto che non ci sia una possibilità di prolungare l' attività delle centrali, anche se, nel frattempo Engie, azionista al 100% di Electrabel che gestisce i sette reattori nucleari del Belgio, ha deciso di bloccare tutti i progetti legati a un eventuale prolungamento delle attività dei reattori. Un ripensamento del governo belga a novembre 2021 arriverebbe troppo tardi, però, ha fatto sapere Engie sostenendo che non ci sarebbero i tempi per modernizzare le unità più recenti. Inoltre, per farlo, il colosso francese dovrebbe investire un miliardo e non intende farlo senza avere certezze sul ritorno dell' investimento. E non sembrano essercene dal momento che il governo del premier Alexander De Croo ha confermato il programma per la realizzazione di centrali elettriche a gas. Indirà gare d' appalto per sostituire la fornitura di energia di Electrabel di qui al 2025 ma il gruppo Engie-Electrabel potrebbe parteciparvi, non uscendo, così, di scena. © Riproduzione riservata.

ETTORE BIANCHI