AREA COMUNICAZIONE

Rassegna stampa

in collaborazione con P. Review

Consulta la rassegna
15/05/2019 - Italia Oggi
La casa si può anche occupare e le bollette si possono anche non pagare. Poi, in qualche modo, ci si aggiusta

Il cardinale elemosiniere sbeffeggia, in sostanza, chi fa il suo dovere. Tana, liberi tutti
Il cardinale elemosiniere Konrad Krajewski, che rompe i sigilli Acea e ridà elettricità a un palazzo (abusivamente occupato), con 500 persone, è stato visto da molti come un bel gesto di attenzione ai bisogni concreti di chi soffre, come la capacità di assumersi il rischio di un' azione fuori dalle regole, pur di ridare dignità a persone emarginate dalla società civile. Quasi un novello Robin Hood. Ma c' è anche il rovescio della medaglia: la maggior parte della gente si guadagna il pane con il sudore della fronte, acquista una casa con un mutuo di venti o trent' anni, fa rinunce più meno grandi per mantenere i propri impegni, pagare le bollette, dare un' educazione ai figli; sopporta umiliazioni e fatiche senza numero pur di conservare la propria rispettabilità. Ora scopre che tutto ciò non è necessario, la casa si può anche occupare e le bollette si possono anche non pagare, in qualche modo poi ci si aggiusta. Chi si impegna rischia di sentirsi il solito fesso. Non è certamente un incentivo al duro lavoro quotidiano e al rispetto della legalità. Ma c' è di più: dietro il cardinale Krajewski si intravvede la figura di Papa Francesco che è certamente l' ispiratore, diretto o indiretto, di gesti come questo. È l' autorità morale del pontefice, un punto di riferimento ineludibile per la coscienza di milioni di persone, che sembra farsi beffe della legge italiana, che legittima, anzi incentiva, la trasgressione di regole elementari della convivenza civile come quelle sulla proprietà privata o sul pagamento dei propri debiti, per affermare una sorta di collettivismo idealistico che dovrebbe garantire a tutti il soddisfacimento dei propri bisogni. Un sogno già abbondantemente smentito dalla storia, ma evidentemente per il Papa «il cuore ha le sue ragioni che la mente non può comprendere» (Pascal). Ma a voler prendere sul serio questo gesto e chi lo ispira, bisogna ammettere che la cattedra di Pietro, che negli ultimi duemila anni è stata l' autorità morale indiscussa dell' Europa, sembra ora considerare i pilastri del diritto civile (suum cuique tribuere, dare a ciascuno il suo, risale addirittura al diritto romano) niente altro che uno strumento dei potenti per opprimere i più deboli, tanto da praticare la trasgressione come gesto di eroismo. Questo rischia di creare nelle coscienze di milioni di cristiani una frattura grave tra la loro appartenenza ad una società civile, retta da regole democratiche e le esigenze della loro fede, che sembrano difficili da conciliare. Vuol dire che la crisi spirituale che sta dilaniando il nostro tempo non risparmia neppure i vertici di Santa romana chiesa, che non sanno più usare un linguaggio destinato a durare nei secoli, come i loro predecessori, ma hanno deciso di abbassarsi al livello di un Salvini, un Di Maio o un Saviano qualsiasi: parole destinate a durare solo fino al prossimo tweet.

MARINO LONGONI